San Mauro, tavolo sociale su povertà e immigrazione

Intervista al sindaco Marco Bongiovanni: alle famiglie si risponde lavorando in rete con le associazioni. Imponente l'impegno sociale delle quattro parrocchie sanmauresi che lavorano insieme come unica comunità

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San Mauro, tavolo sociale su povertà e immigrazione

di Emanuele Franzoso 

Le questioni sociali bussano anche alle porte di San Mauro che negli ultimi anni ha conosciuto e si sta misurando con aspetti importanti e delicati, dall’accoglienza migranti, sia adulti sia minori non accompagnati, fino a casi di senza fissa dimora. Dal piccolo comune ai piedi della collina di Torino continua il tour del giornale nei centri della prima cintura. Abbiamo intervistato il sindaco Marco Bongiovanni.

Sindaco, l’attivazione del Tavolo sociale e l’idea di un assessorato dedicato nascono anche per rispondere alle emergenze sociali. Come funzionano, chi coinvolgono e che ruolo avranno?
Il Tavolo sociale si è concretizzato con l’esperienza e la volontà di diversi soggetti e associazioni di far fronte ad alcuni dei molti casi di emergenze sociali. La collaborazione del Comune è attiva con Cisa (Consorzio socio-assistenziale), parrocchie, San Vincenzo, Servizio emergenza anziani, Asl e Sert di Settimo, che si incontrano una volta al mese per valutare gli aiuti caso per caso. Sono emerse situazioni diverse: soggetti aiutati da più enti e soggetti esclusi. Questa cooperazione è stata fondamentale per distribuire risorse e aiuti in modo più equo.

Quante risorse investe San Mauro sul sociale? Sono attivi progetti mirati?

Oltre 550 mila euro vanno al Cisa, ma altre risorse del bilancio sono state stanziate per l’affitto assistito e morosità incolpevole, per il trasporto dei portatori di handicap.

Come opera nelle politiche sociali il consorzio socio-assistenziale Cisa, che comprende San Mauro (capofila) e altri sei comuni della collina?
Il Cisa ha un ruolo fondamentale nelle attività sociali. Fornisce l’assistenza sociale con contributi alle famiglie e a soggetti in difficoltà. Ha iniziato ad occuparsi anche dei migranti, con la verifica delle strutture esistenti, facendo emergere criticità che saranno oggetto di suggerimenti per le cooperative nella loro gestione. Al Cisa vengono delegati i servizi agli anziani e la gestione delle relative residenze.

L’accoglienza dei migranti è una sfida per la città: le strutture, come quella di via IV Novembre, sono idonee? Oltre ai momenti di aggregazione, avete individuato altre buone prassi in materia di integrazione?
I migranti a San Mauro sono poco più di 90. Delle tre strutture che li ospitano, due sono adeguate, mentre quella di via IV Novembre è un po' sovraffollata, ospita una decina di unità in più che sono state aggiunte dalla Prefettura. Le cooperative che se ne occupano collaborano anche con il Comune attraverso attività di volontariato. Con l'ausilio dei migranti abbiamo potato delle siepi, raccolto foglie, tinteggiato muri. La prossima settimana inaugureremo l'orto scolastico della materna Garrone realizzato con il loro aiuto. Le associazioni Asso (Amici dei sentieri di San Mauro e oltre) e Avis continuano ad avvalersi di loro per le attività di volontariato.

È vero che quest’anno si sono ridotte le risorse per la copertura delle spese mediche di cittadini meno abbienti? Cosa cambia e perché questi tagli?  

No, prima non c'era una cifra definita e le fatture arrivavano dall'Asl direttamente al Comune. Abbiamo messo un tetto di 9 mila euro per avere una spesa definita in partenza e i cittadini dovranno rendicontare le spese sostenute. Il Comune rimborserà l'81%.

San Mauro ha partecipato al bando periferie e al bando sulla mobilità sostenibile. A che punto siamo?
Il bando periferie è stato vinto. A giugno firmeremo l'accordo con Città Metropolitana per far partire i progetti, tra cui Pragranda, sistemazione di via Casale e via Mirande, Orti Urbani e il progetto di videosorveglianza «San Mauro Sicura» (400 mila euro). Il bando della mobilità sostenibile lo aspettiamo per fine aprile.

L’area Colenghi (nel tratto di via Casale che unisce il centro storico a Sambuy) è al centro di un dibattito cittadino per via della possibile nascita di un nuovo centro commerciale e di una rotonda. I commercianti del centro e i residenti della zona non sembrano gradire nuovi insediamenti commerciali e criticano il cambiamento di viabilità. Cosa risponde?
Intanto che non si tratta di un centro commerciale, ma di un supermercato. Che non sorgerà su un'area verde, ma verrà recuperato nei due terzi del fabbricato con la demolizione della restante parte. Non siamo a favore dei centri commerciali, ma l'iter di quest'area è iniziato negli anni scorsi e va affrontato con l'adeguata attenzione. Cerchiamo di tutelare i diritti di tutti. I confronti con i cittadini sono stati utili a far emergere problematiche che stiamo discutendo con i proponenti l'intervento. Anche gli aspetti della convenzione sono stati oggetto di trattativa, ad esempio è stato concordato il rifacimento dell'illuminazione di via Martiri a carico del supermercato.

DSC_0620 Massimo Masone

Quattro parrocchie, un'unica comunità 

di Stefano Di Lullo

Quattro parrocchie, un'unica comunità. A San Mauro Torinese l’Unità pastorale funziona, da 10 anni è infatti radicata l’abitudine a lavorare insieme. Una città, che sulle colline conta ancora famiglie del ceto medio-alto, che non è rimasta indenne ai colpi della crisi economica nel periodo post-industriale. Le zone più colpite sono quelle dei quartieri di case popolari di Sambuy dove sono aumentate in maniera esponenziale le famiglie in difficoltà che si rivolgono alle parrocchie.

Le comunità parrocchiali hanno messo al primo posto proprio l’attenzione alle fragilità mettendo a punto diversi servizi coordinati in rete con Comune e territorio. «Negli ultimi dieci anni la crisi ha portato alla ribalta numerosi problemi sociali, dagli sfratti al lavoro che non c’è», commentano i due parroci sanmauresi, don Claudio Furnari e don Ilario Corazza, «emergenze che è possibile affrontare solo attraverso il lavoro di squadra, che qui a San Mauro è particolarmente fruttuoso».   

Tutto parte dal Centro d’ascolto unitario allestito presso la parrocchia Santa Maria di Pulcherada che, con operatori appositamente formati, accoglie richieste di singoli e famiglie di tutta la città. Da qui le persone vengono indirizzate agli altri servizi, parrocchiali, comunali, delle associazioni. In primo luogo la Conferenza San Vincenzo dell’Unità pastorale 29 che ad oggi sostiene 105 famiglie.

È poi attivo il Tavolo sociale, istituito dal Comune, a cui siedono anche le parrocchie; si riunisce una volta al mese per dare insieme risposte alle emergenze sociali. L’Up 29 ha poi attivato un servizio per il lavoro gestito da volontari. «Cerchiamo di accompagnare le persone disoccupate e inoccupate, in particolare giovani, nel percorso di ricerca del lavoro», afferma don Furnari, «in sinergia con il Centro per l’Impiego di Settimo Torinese». L’equipe propone, inoltre, incontri di formazione su come scrivere un curriculum, come prepararsi ad un colloquio di lavoro. Si lavora in rete anche con il Tavolo degli imprenditori di San Mauro.

«C’è poi il Tavolo della Solidarietà», evidenzia don Corazza, «che mette insieme le diverse associazioni del mondo ecclesiale e che in particolare punta a favorire l’integrazione. «Indovina chi viene a cena» è il titolo dell’iniziativa che il Tavolo ha promosso lo scorso Natale: numerose famiglie sanmauresi hanno accolto immigrati soli per condividere un pranzo o una cena nel periodo natalizio.

I Padri Somaschi, presso Villa Speranza, in un’ala della casa, gestiscono un’housing sociale con 6 alloggi che accolgono famiglie sfrattate in attesa dell’assegnazione della casa popolare. Le comunità sanmauresi hanno risposto all’appello all’accoglienza dei migranti su più fronti. Presso l’ex casa parrocchiale di Sant’Anna è accolta una famiglia curda. Ci sono anche i volontari delle parrocchie di San Mauro nella gestione del Centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati presso l’ex Città dei Ragazzi in via Madonna dei Poveri 6, che ospita 24 ragazzi. 

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