Collegno, Certosa e Università il futuro passa da qui

Il sindaco Francesco Casciano: "I giovani laureati trovano prima lavoro, investire sul sapere è una priorità". La parrocchia di Savonera sta progettando la costruzione di una nuova chiesa per la frazione. Nelle comunità parrocchiali di Collegno al centro l’attenzione al lavoro e alla disabilità 

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Collegno, Certosa e Università il futuro passa da qui

Quindici anni fa con il nuovo Piano regolatore comunale, approvato dalla Regione, Collegno si articolava in otto quartieri. L’obiettivo era creare zone omogenee nelle quali assicurare interventi decentrati, senza creare squilibrio tra il centro e le periferie.

Francesco Casciano, attuale sindaco del Comune alle porte di Torino (quasi 50 mila abitanti), fotografa così l’esito di quel Piano: «Abbiamo cercato di avere un centro che avesse relazioni con gli altri centri. Se lo sviluppo commerciale è sull’asse di corso Francia, l’area amministrativa è localizzata intorno a piazza del Municipio e alla sede del Comune, quello futuro è legato al completamento del riutilizzo della Certosa. Gli spazi dell’ex manicomio, oggi occupati e rinnovati al 70 per cento, vedranno ancora negli anni prossimi interventi migliorativi».

Casciano, perché proprio la Certosa come luogo di trasformazione presente e futura di Collegno?

È un’area immensa, poco più piccola dell’intera Città del Vaticano, che da venticinque anni, dopo la chiusura dell’ospedale psichiatrico, è oggetto di interventi di riqualificazione e nuova destinazione. Vi ha sede l’Azienda sanitaria locale, molte associazioni di vario genere, uffici comunali e servizi. È naturale che sia ancora la Certosa il luogo di progettazione dei futuri interventi urbanistici e dei nuovi insediamenti di servizi in città.

Uno sviluppo urbano, quello di Collegno, che lei descrive come «virtuoso», ma quali sono oggi le periferie di Collegno?

Ci sono, è vero, aree in cui le condizioni di vivibilità sono meno favorevoli, si riscontra maggiore degrado. Due luoghi in particolare, che coincidono con la presenza di insediamenti storici di case popolari e situazioni sociali dalle quali viene espressa la maggior parte del bisogno: Villaggio Leumann (un centinaio di famiglie in edilizia residenziale pubblica) e Villaggio Dora, al confine con Pianezza (400 nuclei famigliari).

Qual è la richiesta principale dei cittadini? In che area esprimono maggiore necessità?

Abbiamo notato che i giovani laureati, con specializzazioni e competenze trovano impiego anche velocemente dopo la fine degli studi. Invece c'è allarme per quei ragazzi non occupati che hanno ormai abbandonato la scuola e non cercano nemmeno più occasioni di impiego. Per questi riusciamo ad attivare alcuni corsi professionalizzanti, ma soprattutto consideriamo fondamentale la destinazione di parte della Certosa a sede di dipartimento dell'Università: Scienze della Formazione primaria e Scienze motorie.

Quando avverrà?

I tempi dell'operazione si sviluppano entro tre-quattro anni. Scienze della formazione primaria ad ottobre 2018 verrà collocata alla Certosa; per Scienze motorie, dal momento ci sono lavori di ristrutturazione dei locali da effettuare, contiamo che l'insediamento diventi realtà dal 2020.

Anche Collegno ha partecipato al Piano periferie del Governo e attende l'erogazione dei fondi...

Forse già per fine anno potremmo disporre delle risorse: almeno una parte dei 5 milioni e mezzo previsti: 500-600 mila euro per la sicurezza urbana, 700-800 mila per progetti di welfare, 2 per interventi di arredo e decoro urbano e altri 2 per l'allestimento alla Certosa di laboratori arti e mestieri, altra iniziativa per combattere il mancato inserimento lavorativo dei più giovani. Dal completamento delle pratiche a livello centrale, ci saranno solo alcuni mesi di tempo per la progettazione esecutiva degli interventi. L'ideale sarebbe arrivarci per la fine del 2017.

Che risposte prevedete sul piano puramente assistenziale?

Dal 2018 il sistema dei Servizi sociali sarà gestito dal nuovo Consorzio socio-assistenziale (oggi comprende i Comuni di Collegno e Grugliasco) che coinciderà con il nuovo distretto dell’Asl To3, incorporando anche i territori di Rivoli, Rosta e Villarbasse per un bacino di quasi 150 mila persone. Le iniziative sociali saranno improntate ad un welfare che chiede agli assistiti di restituire parte dell’intervento avuto in servizi sociali per la comunità; gli utenti che hanno necessità di interventi dell’Asl, invece, saranno presi in carico dal Servizio sanitario. Per esempio, a chi riceve un sussidio o alimenti dalle associazioni in collaborazione con il Comune verrà richiesto di svolgere servizi utili alla collettività.

DSC_1303 Massimo Masone

Una nuova chiesa per Savonera, un piano per il lavoro

Il tour nelle parrocchie di Collegno inizia nella frazione Savonera, al confine fra Venaria e Collegno, dove la comunità Sacro Cuore di Gesù sta progettando la costruzione della nuova chiesa che sorgerà negli spazi dell’attuale campetto dell’oratorio.

La chiesa parrocchiale risulta, infatti, insufficiente per accogliere tutti i fedeli. «In occasione di celebrazioni unitarie», racconta il parroco don Igino Golzio, «dobbiamo trasferirci nel salone dell’oratorio. È necessario dunque moltiplicare le funzioni, ma come si fa con la carenza di sacerdoti?». Ed ecco allora il progetto in carico alla Cei. Un’apposita commissione gestisce i rapporti con il Comune di Collegno per procedere alle autorizzazioni per iniziare i lavori.

La parrocchia, in sinergia con i Comuni di Venaria, Collegno e l’Unità pastorale 39, con il sostegno dei fondi dell’8x1000, sta avviando borse lavoro. C’è poi l’associazione «Magnificat» a cui sono affidati i servizi caritativi parrocchiali.

Spostandosi a Collegno città ecco l’Unità pastorale 45 che con cinque parrocchie da tempo lavora sul fronte delle emergenze sociali. Il primo frutto è la «Charta di San Massimo» sottoscritta il 25 giugno 2016 tra i cinque parroci e il sindaco di Collegno: «Non un documento estemporaneo», sottolinea il moderatore padre Salesio Sebold, parroco di Madonna dei Poveri, «ma un piano triennale attuativo frutto di un confronto costruttivo con al centro la corresponsabilità verso giovani, famiglie, poveri». La Charta va nella direzione dell’Agorà del sociale voluta dall’Arcivescovo per intensificare il lavoro di squadra e il dialogo fra diversi soggetti che operano a Collegno.

Ecco allora la Commissione Lavoro di Up, «che punta ad incentivare un’attenzione permanente della comunità cristiana per prendere attivamente in mano il proprio territorio», sottolinea don Filippo Raimondi, parroco di San Giuseppe e San Lorenzo. La Commissione sta seguendo, insieme al Comune, la questione dei licenziamenti all’ipermercato Carrefour, circa 15 dipendenti. Sta preparando poi la Veglia diocesana per la festa dei lavoratori il 1° maggio in programma venerdì 28 aprile alle 21 nella parrocchia San Giuseppe (via Venaria 11) presieduta dall’Arcivescovo. C’è poi l’attenzione al tema dei «neet», ragazzi che né studiano né lavorano, attraverso un itinerario nelle parrocchie con incontri per i giovani e le proprie famiglie.

«Si lavora in rete con il Cisa (consorzio socio-assistenziale) di Collegno e Grugliasco», sottolinea il parroco di Santa Chiara don David Duò, «come parrocchia accompagniamo 100 famiglie nella fragilità, soprattutto della zona di case popolari».

C’è poi la Commissione disabilità di Up, nata presso la parrocchia San Massimo su impulso del parroco don Claudio Campo, sacerdote disabile. «Lo scopo della Commissione», sottolinea don Campa, «è quello di rendere prima di tutto le parrocchie e le liturgie aperte a tutti, senza barriere». Da qui sono nati i «sabati aggregativi» che si tengono il primo sabato del mese a San Massimo. 

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