La Mongolia ha il suo primo prete

Anche a Torino si è pregato per Joseph Enkh-Baatar il primo prete mongolo ordinato il 28 agosto scorso nella cattedrale dedicata ai santi Pietro e Paolo di UlaanBaatar

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La Mongolia ha il suo primo prete

Anche a Torino si è pregato per Joseph Enkh-Baatar il primo prete mongolo ordinato il 28 agosto scorso nella cattedrale dedicata ai santi Pietro e Paolo di UlaanBaatar. Alla celebrazione infatti c'era anche padre Giorgio Marengo Missionario della Consolata dal 2003 nel paese asiatico,, che ha diffuso la notizia tra  gli amici torinesi tra cui i giovani di Sant’Alfonso (la sua parrocchia di origine) che lo scorso hanno sono stati ospiti presso la missione di Arvaikheer, e che da anni sostengono con i concerti del coro parrocchiale.  

«La comunità cattolica della Mongolia è felice ed orgogliosa del suo primo sacerdote – ha sottolineato padre Marengo - Joseph Enkh-Baatar ha davanti a sé un grande compito: quello di essere un ponte fra la cultura cattolica e la cultura mongola. Noi gli staremo accanto il più possibile: sono sicuro che sarà in grado di accogliere con la giusta sensibilità le sfide che attendono questa giovane Chiesa”.

Una Chiesa che conta poco più di 1.000 fedeli. Insieme a loro quasi 25 missionari stranieri e circa 50 religiose.  

Dalla missione di Arvaikheer, in 15 si sono messi in viaggio per partecipare alla celebrazione «Il sentimento comune – prosegue padre Giorgio - è di gioia ma anche di soddisfazione: molti dei nostri parrocchiani vivono questa ordinazione come l'approfondimento di un cammino di fede, che ha portato a raggiungere una meta importante. E spero che in qualche modo questa festa possa aiutare altri giovani mongoli a seguire il suo esempio».

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