Torino prova con la finanza islamica

Convegno senza precedenti il 17 e 18 novembre, si parla di finanza islamica. Saranno nel capoluogo piemontese decine di imprenditori e banchieri del mondo musulmano, interessati a investire sul territorio

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Torino prova con la finanza islamica

Decine di operatori economici che si richiamano all’etica musulmana (aziende, banche, società finanziarie) saranno a Torino il 17 e 18 novembre per il “Turin Islamic Economic Forum”, un convegno senza precedenti nel mondo occidentale, interamente dedicato all’imprenditoria e alla finanza islamica. L’Islam proibisce di far circolare il denaro con il meccanismo dei “tassi d’interesse”: il Forum voluto dal Comune di Torino, dalla Camera di Commercio e dall’Università degli Studi evidenzierà questo precetto fondamentale, per verificare gli spazi d’investimento possibile per la finanza islamica nell’area torinese. «Stiamo parlando di un grosso bacino di potenziali imprenditori e consumatori – sostiene il direttore generale del Comune di Torino Gianmarco Montanari – Si calcola che a livello planetario le popolazioni di cultura islamica movimentino il 15% della ricchezza prodotta ogni anno». Nessuna banca torinese se ne occupa con prodotti finanziari compatibili. Fuori dal controllo delle banche locali hanno viaggiato fino ad oggi tutti i flussi di finanziamento delle imprese islamiche e delle moschee che sorgono in area subalpina. Rivolgendosi ai potenziali imprenditori il Forum ospitato dal Centro Congressi della Camera di Commercio intende anche evidenziare le opportunità di business nel mercato degli immigrati musulmani che, ad esempio, consumano solo carne macellata secondo il rituale Halal, richiedono capi d’abbigliamento specifico per le donne, accettano cosmetici nel mese di Ramadan solo con determinate caratteristiche.

Partners del «Turin Islamic Economic Forum» sono le Fondazioni Sanpaolo e Unicredit, Gtt, Iren, Amma e altre sigle subalpine. Parteciperanno come relatori esponenti di Islamic Bank of Britain (Londra), Islamic Fashion Design Couincil (Dubai), Kuwait Finance House Reserarch (Kuwat) e Petronas Lubricants Internazional, società petrolifera del governo di Malesia che 3 anni fa ha comprato lo stabilimento Fiat Lubrificanti alle porte di Torino (Villastellone). Sul versante italiano parleranno dirigenti del Fondo Strategico Italiano Ceo, Banca d’Italia, Consob, Abi, Aiaf, Eni, Azimut e inoltre Licia Mattioli, presidente dell’Unione Industriale e del Comitato di Confindustria per l’Internalizzazione e l’Attrazione di investimenti esteri.

 

leggi l'articolo integrale sull'edizione de La Voce del Popolo del 16 novembre 2014

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