Thyssen fu tragedia di una città fragile

Dieci anni fa il rogo. Una riflessione

Parole chiave: Thyssen (5), torino (709), strage (33)
Thyssen fu tragedia di una città fragile

In quella notte di freddo e di fuoco, Torino sobbalza per l’esplosione e la concitazione di sirene che lacerano le strade deserte e colonne di fotocellule che tagliano il buio.  È l’una e 43 quando arrivano  le chiamate al 115 e  al 118 , 6 minuti e 54 secondi: il racconto dall’inferno. Agghiacciante. Si sente sullo sfondo un urlo straziante: «Acqua, prendete l’acqua, non voglio morire», ma Antonio Schiavone non ce la fa;  per gli altri comincia un’agonia terribile, una lotta per la vita che, lentamente, si ferma tra i fiori in chiesa, l’abbraccio della città e del card. Poletto, sconvolto da quella «Via crucis» nelle stanze degli ospedali, gli sguardi impietriti di padri, madri, mogli, figli.

Dieci anni fa, per ore, si parlò di un infortunio grave, un rogo terribile, non certo l’inizio di una «Spoon River» così feroce. Si sapeva poco, quasi nulla; le prime immagini registravano la corsa delle ambulanze, operai che correvano nel tentativo di fare qualcosa per salvare i compagni, l’incubo di quei bagliori attorno alla linea 5, luci sinistre, urla, sconforto, incredulità.

Poi, mentre un’aurora sfacciatamente illuminava una scena di morte, tutti, lentamente, capimmo che era peggio, molto peggio. Quella scritta Thyssen Group, che tagliava i riflessi delle fiamme in corso Regina, fu subito una breacking news mondiale. I nostri telefoni, in via Verdi 14, alla Rai, impazzirono. Io c’ero. Partirono le dirette e fu una catena straziante di cronache, tra commozione e singhiozzi e, lentamente, quelle foto, quegli occhi, quel quadro di una storia che nessuno mai avrebbe voluto vedere presero i contorni, le sfumature, i colori, l’intensità e le dimensioni di una tragedia mai vista. Ma purtroppo quando, appena giorno, vedemmo colonne di fumo nerastro salire dal parco della Pellerina verso le montagne innevate, era già tutto compiuto; era già troppi tardi. Il resto è il dolore che rimane profondissimo ed indelebile, il resto è il corso della giustizia, il resto è la misericordia di Dio.

Tutti i diritti riservati

Attualità

archivio notizie

16/12/2017

DAT: Nosiglia sostegno alla posizione espressa da Arice del Cottolengo

La dichiarazione dell'Arcivescovo di Torino sulla decisione di non applicare la legge sul Biotestamento nelle strutture del Cottolengo. Il Pastore della Chiesa torinese riprende gli stessi concetti espressi dalla Cei e dal suo presidente cardinale Gualtiero Bassetti

16/12/2017

Francesco ai giornali cattolici: "I vostri sono strumenti preziosi ed efficaci"

Oltre trecentocinquanta rappresentanti dei settimanali cattolici della Fisc e dell'Unione Stampa periodica italiana (Uspi) in udienza dal Papa in Sala Clementina che ha spronato vescovi, chiese locali e comunità ecclesiali a sostenere le voci giornalistiche locali

15/12/2017

Il Biotestamento è legge, ignorati gli appelli a blindarlo contro le spinte verso l’eutanasia

Come il quotidiano cattolico Avvenire, anche il settimanale diocesano di Torino "La Voce e Il Tempo" aveva chiesto che il Parlamento si fermasse a riflettere: l'alimentazione assistita può essere sospesa come fosse un medicinale? Ecco il pensiero del Papa e della Chiesa

14/12/2017

Un'Unione economica e monetaria da approfondire

Un’iniziativa in coincidenza con il negoziato di Brexit