Sciopero di Pasqua negli ipermercati, l'Arcivescovo con i sindacati

Nell'area torinese almeno dieci ipermercati sono rimasti aperti anche il giorno di Pasqua, come se fosse un giorno uguale a tutti gli altri. L'Arcivescovo Nosiglia ne ha parlato proprio durante la Messa pasquale 

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Sciopero di Pasqua negli ipermercati, l'Arcivescovo con i sindacati

Nell’area torinese sono almeno dieci gli ipermercati e i grandi centri commerciali che – come l’outlet di Serravalle Scrivia, balzato alle cronache nazionali - hanno tenuto aperte le vendite anche nel giorno di Pasqua, come se fosse un giorno uguale a tutti gli altri. Questo giornale ne ha dato conto sul numero della scorsa settimana. L’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia ha posto con forza la questione proprio la domenica di Pasqua durante l’omelia: Torino  ha compiuto il triste passo «di considerare il giorno speciale di Pasqua come se fosse un giorno feriale; tanti supermercati sono rimasti aperti, tanti lavoratori sono stati costretti a lavorare  perdendo l’opportunità di vivere in famiglia una festa  che accomuna tutti, credenti e laici».

Secondo Nosiglia «la sete di denaro e di profitto  è ormai diventata l’idolo più assoluto e indiscusso, cui si sacrifica ogni altro valore; ma questo non fa che aggravare il declino della società verso una deriva etica e umana sempre più devastante per il nostro futuro». 

Dopo l’episodio di Serravalle i sindacati hanno alzato il tono della contestazione, che sta allargandosi ad altri centri commerciali in tutt’Italia. La questione sta forse cominciando a fare breccia nel dibattito politico: il presidente della Regione Sergio Chiamparino ha riconosciuto che «in una società in cui il mondo del lavoro è sempre più frammentato e meno stabile e con salari più bassi sono necessarie regole e paletti per salvaguardare alcuni giorni di riposo».

Martedì 18 aprile, firmando proprio con Chiamparino un accordo fra Regione e Vescovi piemontesi per il monitoraggio del mondo del lavoro (servizi a pag. 2-3), l’Arcivescovo è ancora tornato  sulle pesanti condizioni di lavoro negli ipermercati. «Rispetto al problema del lavoro domenicale», ha detto, «sono pienamente solidale con i sindacati. Non è in discussione il lavoro svolto per i servizi essenziali, negli ospedali o nei trasporti pubblici, però credo che nel giorno di domenica e nei giorni di festa più importanti, in cui si esprimono forti valori familiari, non sia certo necessario andare a fare la spesa». «Quale tipo di società stiamo costruendo?», si domanda in conclusione Nosiglia; «con queste regole la società non regge. Il problema centrale è che si pone il primato dei soldi, mentre i valori umani, familiari e sociali non vengono considerati un profitto, come invece dovrebbero. Ed è proprio questa cultura che mette al centro il profitto e non l’individuo e il bene comune  che ci ha portati alla grande crisi che stiamo vivendo».

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