Minori stranieri, già 200 tutori

Boom di richieste di cittadini piemontesi che si candidano a diventare tutori volontari per i Minori stranieri non accompagnati (Msna) come ha disposto la legge 47/2017 che disciplina l'accoglienza degli adolescenti che sbarcano sulle nostre coste 

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Minori stranieri, già 200 tutori

Sono già 200 le domande di cittadini piemontesi che si candidano a diventare tutori volontari per i Minori stranieri non accompagnati (Msna), come ha disposto la legge 47/2017 che disciplina l’accoglienza degli adolescenti che sbarcano sulle nostre coste. In poco più di un mese dall’uscita del bando in Piemonte e la Valle d’Aosta,  ci comunica con sorpresa Rita Turino, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della nostra Regione, organo a cui compete, secondo la nuova legge, l’istituzione dell’elenco  e la formazione obbligatoria degli aspiranti tutori di Msna, sono arrivate molte più richieste di quelle attese, tenendo anche conto che l’appello è uscito a fine luglio alla vigilia del periodo estivo.

«Ci attendevamo al massimo 50 domande è invece ne sono pervenute e istruite il quadruplo» commenta Rita Turina «Ad oggi ho già convocato 50 aspiranti per i colloqui: proprio nei giorni scorsi, ad esempio,  ho incontrato una pediatra e un pensionato 70enne impegnato nell’associazionismo. Sono persone di tutte le età (per diventare tutore volontario si deve aver compiuto 25 anni ed essere in possesso di diploma superiore o laurea, ndr)  residenti in tutto il Piemonte, pensionati, insegnanti ed ex insegnanti, medici, studenti, persone impegnate nel sociale, avvocati. Tutte hanno un livello elevato di motivazione a dare una mano ai Msna a inserirsi nel nostro tessuto sociale  e ad accompagnarli  verso l’autonomia.

Entro ottobre prossimo inizierà il primo corso di formazione di 30 ore (obbligatorio) per gli aspiranti ma dato l’elevato e inatteso numero di richieste, a partire dal  2018 ne verranno attivati altri per non disperdere questo patrimonio di disponibilità che ci conforta: il tessuto sociale piemontese non è razzista anzi è ricco di donne e di uomini di buona volontà disposti a dare una disponibilità nello spirito di una ‘genitorialità sociale’: si tratta  di un’opera di cittadinanza attiva e di volontà a favorire dialogo e l’integrazione multiculturale».

 In Piemonte, secondo i dati del gennaio 2017, sono residenti in comunità o centri di accoglienza 1007 Msna di diverse nazionalità (844 maschi e 163 femmine, più della metà nella sola Torino), per la maggior parte provenienti dall’Africa (età media 15-17 anni). Il bando con i requisiti per diventare tutore volontario da inserire nell’elenco presso il Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta non ha   scadenza, specifica la garante e si può scaricare su: www.consiglioregionale.piemonte.it/web/assemblea/organiistituzionali/garantedell-infanzia-e-dell-adolescenza. Per informazioni: garante.infanzia@cr.piemonte.it o telefonare allo  011.5757303.

Anche i Salesiani per il sociale (Scs/Cnos), l’ente dei figli di don Bosco che da 25 anni si fa carico nel nostro paese dei ragazzi e giovani in grave disagio ed emarginazione e quindi anche dei Msna (400 in Italia, una trentina a Torino), in questi mesi ha diffuso un utile opuscolo sulla figura del tutore volontario (disponibile  sul sito www.salesianiperilsociale.it/tutore-volontario/).

«L’alta adesione di domande anche nella nostra Regione» conferma don Domenico Ricca, cappellano del carcere minorile torinese Ferrante Aporti e coordinatore Scs/Cnos Piemonte «contribuisce a sfatare il pregiudizio sulle preclusioni del nostro Paese ad accogliere i profughi stranieri, soprattutto se minori. Certamente è importane che la selezione dei tutori venga fatta seriamente chiarendo le competenze e la capacità di relazionarsi con ragazzi che provengono da contesti sociali diversi dai nostri e con storie di sofferenza. Fondamentale, inoltre, sarà la serietà del percorso di formazione per i tutori sia a livello giuridico che educativo-pedagogico, non si può improvvisarsi tutore anche se volontario… Infine è importante che questo bel segnale di disponibilità diventi un segnale di positività e politico preciso: Torino è una città che da sempre si distingue nella cultura della solidarietà e dell’accoglienza di chi è più in difficoltà. Ancora un volta cerchiamo di esportare e di fare in modo che i media diffondano  questa nostra eccellenza».

Gli fa eco Sergio Durando, direttore della Pastorale dei Migranti della diocesi di Torino:  «La nuova legge sui Msna con l’istituzione dei tutori volontari mette gambe al tema della tutela di questi minori lasciati a se stessi e la risposta massiccia di aspiranti tutori anche nella nostra ragione è un passo certamente incoraggiante, anche se è una goccia nel mare delle numerose  sfide che i Msna lanciano alla nostra comunità. Il primo passo è formare i tutori: questi ragazzi hanno bisogno di figure positive di adulti che li accompagnino alla vita, modelli positivi per il futuro: non è in gioco solo la tutela ma l’investimento formativo perché crescano buoni cittadini. E qui c’è bisogno di tutta la società civile e della comunità cristiana. Perché, proprio come cita il noto proverbio africano, per crescere un bambino felice occorre un intero villaggio».         

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