Il tema del G7 è il lavoro, ecco perché è bene ricordarlo

I temi e i contenuti di un appuntamento che dovrebbe andare molto oltre le scelte e le polemiche politiche e la contingenza della tattica dei partiti

Parole chiave: G7 (5), industria (12), Torino (681), lavoro (158), innovazione (5), giovani (193)
Il tema del G7 è il lavoro, ecco perché è bene ricordarlo

Mentre nelle stanze istituzionali di decide come garantire l'ordine pubblico e si attendono i giorno del G7 di Venaria, anche perchè a Torino non ci saranno molti appuntamenti, ci si dimentica che il tema, o meglio, i temi che saranno oggetto di questo appuntamento così importante per il nostro paese e ospitato dal nostro territorio. 

Dal 24 al 30 settembre la discussione coprirà temi fondamentali per definire il nostro futuro: innovazione, impresa e occupazione nell'età digitale e il mondo sindacale e del lavoro si interroga sul punto

Al convegno della Cisl il tema è stato affrontato con competenza e profondità. Qualificati e di prospettiva le riflessione dei  relatori. Se Anna Furlan, segretaria generale dell Cisl ha affermato che:"“Siamo davanti a un vuoto formativo che caratterizza il mercato del lavoro per questo occorre attivare un meccanismo di interfaccia tra imprese e formazione e si rende necessaria una premialità per le imprese non solo che assumono, ma che fanno anche formazione. Finalmente il governo non parla solo di industria 4.0 ma anche di impresa 4.0, lavoro 4.0 e formazione 4.0. Non a caso abbiamo detto che oltre agli ammortamenti per chi investe in muove tecnologie ci sia lo stesso per chi investe sul fattore umano. Questo crea le condizioni perché l’applicazione delle nuove tecnologie non diventi selettiva ma coinvolga tanto i giovani quanti i lavoratori già occupati”, gli altri interventi sono entrati nel merito di alcuni dei processi enunciati.

Alessandra Del Boca, docente dell'Università degli Studi di Brescia c’è un equivoco di fondo quando si affronta il tema dei lavoratori giovani ed anziani. Secondo Eurostat, infatti, i tassi di disoccupazione giovanile non sono interpretati correttamente. Agli indici di disoccupazione giovanile 15-24 anni del 37,8% corrisponde invece un’incidenza reale del 10,1% dei disoccupati sulla popolazione. Il problema vero è la disoccupazione dei giovani più adulti, tra i 25 e 34 anni, il cui tasso di disoccupazione è del 17,7% e l’incidenza dei disoccupati sulla popolazione è del 12,9%. “Bisogna smentire – ha sottolineato Del Boca – alcune teorie e sfatare una sorta di “inganno generazionale” il ritiro dalla vita attiva degli anziani non riduce l’occupazione dei giovani. L’occupazione totale di una economia non è fissa: giovani e anziani non sono sostituibili tra loro sul mercato del lavoro e il totale dell’occupazione varia come la sua qualità. Inoltre, l’economia evolve per effetto della competitività e delle regole”. 

Il prof. Roberto Cingolani, presidente dell'Istituto Italiano di Tecnologia ha evidenziamo come le professionalità del futuro siano quelle del “Nuovo infermiere”, figura preparata all’uso di strumenti tecnologici di ultima generazione; del “memory manager” (servizi terza e quarta età); del “nano-medico”, “bioinformatico”, “geo-microbiologo”, degli “Architetti digitali” (cloud controller, social, siti…); “Architetti dei materiali” (3d printing, riciclo, materiali sostenibili); “Energy manager” (idrogeno, radioattivi); “Food technologist” (tracciabilita’, analisi, packaging). Questi lavori richiedono però maggiori competenze da sviluppare in tempi sempre più rapidi. 

E Antonio Sassone, segretario regionale della Fim Cisl del Piemonte ha ricordato, sulle colonne della Voce e il Tempo nella sua edizione cartacea, "pur con gli effetti della lunga crisi ancora evidenti, Torino ha il Dna per darsi un futuro di sviluppo, percorrendo la strada della capacità innovativa, altro tratto storico distintivo. Industria 4.0 è un’opportunità per rilanciare la vocazione manifatturiera di Torino e per valorizzare capitale umano e cultura d’impresa presente" indicando alcuni esempi: " La nostra città e il suo territorio possono godere della ripresa della grande industria per trainare le Pmi in una rivisitazione del modello di businness, dell’organizzazione e della capacità ad aggregarsi su progetti di filiera. Fca, General Electric e General Motors sono importanti realtà del territorio; con esse e con il Politecnico occorre un patto di governo del cambiamento che traini le Pmi locali a livelli di eccellenza internazionale.

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