Gassino: emergenza casa, come aiutare le famiglie

Intervista al Sindaco Paolo Cugini: "Esclusi dal piano periferie, puntiamo su efficienza e collaborazione con i comuni vicini"

Parole chiave: periferie (27), cintura (6), città (139)
Gassino: emergenza casa, come aiutare le famiglie

Le periferie non sono solo ai margini del capoluogo», ma situazioni di sofferenza si riscontrano anche nei Comuni della seconda cintura metropolitana. Paolo Cugini, 37 anni, sindaco di Gassino Torinese (eletto con una lista civica, ma iscritto al Partito democratico) ci tiene a specificarlo, «gli interventi di riqualificazione delle periferie e la ricerca di soluzioni per le situazioni di disagio sociale, abitativo, economico, urbanistico non possono rispondere a criteri di distanza da un punto definito: il criterio geografico è poco indicativo. Meglio utilizzare, per esempio, il reddito medio pro-capite».

Sindaco, quanto dista il suo municipio (10 mila abitanti tra la collina e Settimo) da quello di Torino?

Dodici chilometri esatti da una sede comunale all’altra, ma i Comuni non sono confinanti e questo, per com’è stato recepito e applicato sul nostro territorio, ci ha esclusi dai fondi del Piano periferie del governo.

Perché?

È stata compiuta la scelta, in Città metropolitana, di destinare i fondi al capoluogo e ai comuni confinanti con esso. Meglio sarebbe stato, a mio avviso, destinarli ad alcuni grossi progetti, estesi su tutta la Città metropolitana. Io proposi quello dell’emergenza abitativa come principale ambito di intervento.

Non è andata così. Il Piano oggi la convince?

Il Piano in sé, sì. L’applicazione che registro sul territorio, molto meno: vedo interventi di riqualificazione di centri storici o installazione di telecamere di sorveglianza o di regolazione del traffico che poco o nulla hanno a che fare con interventi sulle situazioni di difficoltà alle quali il Piano mi sembrava si rivolgesse.

Torniamo all’emergenza casa. È una situazione critica che vive nel suo Comune?

Sì, ci sono situazioni di sofferenza nella zona Case Nuove. Interventi di ammodernamento dell’edilizia popolare, unite ad una maggiore efficienza energetica degli edifici, porterebbero benefici multipli: ai condomini, che fanno fatica a pagare le spese di riscaldamento e acqua, e all’ente pubblico, che alla fine copre quelle morosità.

Quali sono le questioni prioritarie di intervento sul suo Comune?

Il bisogno di casa è una di queste, direi non più affrontabile con la costruzione di nuova edilizia popolare, ma con canoni concordati per fare in modo che il patrimonio privato esistente vuoto venga affittato, con garanzie per i proprietari. Poi la realizzazione di spazi di aggregazione giovanile e la risistemazione di alcune aree verdi della città.

Come realizzerete questi interventi?

Per i centri di aggregazione, soprattutto in collaborazione con le parrocchie, cerchiamo di usare i fondi regionali destinati. Gli interventi di manutenzione rientrano nell’attività ordinaria del Comune alla quale è necessario dedicare molta attenzione, perché in molti casi fa la differenza, soprattutto sul medio-lungo periodo, fra una cittadina in cui i servizi funzionano e una che viene ‘lasciata andare’ e nella quale i cittadini hanno una qualità della vita inferiore. Per garantire alcune iniziative ci sono poi strade, anche piccole ma significative, di efficienza della macchina comunale stessa.

Ci fa un esempio concreto?

Il Municipio di Gassino ha 35 dipendenti, che sono, in relazione agli abitanti, molto pochi. Però abbiamo finanziato alcuni interventi con una riduzione, dove possibile, della spesa per il personale: oggi condividiamo un dirigente che era a tempo pieno da noi con il Comune limitrofo di San Sebastiano da Po e risparmiamo 30 mila euro all’anno.

Paolo Cugini Gassino1

Lavoro, povertà, altre condizioni sociali difficili. I sindaci sono i primi interpellati dai cittadini che hanno bisogno…

Non facciamo eccezione. Sulla gestione delle politiche sociali e degli interventi di assistenza è fondamentale, e impossibile da gestire a livello di singolo Comune, il ruolo del Consorzio dei servizi-Cisa che comprende altri sei centri confinanti. Il Comune collabora poi con tante realtà (Croce rossa, San Vincenzo, Auser…) per fornire una risposta al disagio. È una rete di solidarietà e volontariato di poca apparenza e molta sostanza.

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