"Gioia, concretezza e missionarietà" ecco i salesiani dei tre amori bianchi: eucaristia, madonna e papa

Sulle orme di San Giovanni Bosco, l'abbraccio di Francesco al mondo salesiano. Nella Torino lontana da Dio, a volte anticlericale, il Signore ha mandato la grazia dei santi sociali

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 "Gioia, concretezza e missionarietà" ecco i salesiani dei tre amori bianchi: eucaristia, madonna e papa

Un entusiasmo davvero immenso, una gioia espressa nei volti di giovani e adulti al Valdocco. Nell'anno di bicentenario di Don Bosco, papa Francesco il pontefice gesuita, nella Basilica di Maria Ausiliatrice entra subito in sintonia con la famiglia, i figli e le figlie di don Bosco, raccontando il suo rapporto con la figura di Don Bosco e i suoi figli. Il saluto affettuoso con il Rettor Maggiore don Angel Artime, decimo successore di Don Bosco, e un discorso diretto, familiare, lasciando il testo già preparato.

Il Papa ha raccontato la sua esperienza con i salesiani della sua famiglia e dei suoi anni della formazione umana e spirituale. Appena arrivati in Argentina i suoi genitori sono stati accolti dai salesiani e il giovane Jorge Mario si è affezionato a questa ispirazione e modello di spiritualità.

Nel 1908 un salesiano don Lorenzo Mazza aveva fondato una squadra di calcio nella parrocchia della Basilica di San Carlo, con i ragazzi di strada. Avevano deciso di utilizzare una maglia con i colori della madonna. Sport come espressione della dimensione sociale e di partecipazione in grado di passare il messaggio di Gesù. "Proprio in quella parrocchia mio papà ha conosciuto mia mamma e si sono sposati. Dunque per me i salesiani sono stati importanti per noi. E proprio un salesiano della Patagonia è stato importante per la mia formazione e vocazione sacerdotale". 

"Nel collegio salesiano sono stato formato alla bellezza, al lavoro, alla dimensione dell'affettività", ha detto ancora Papa Francesco. Infatti, il Santo Padre ha ricordato come il cardine di Don Bosco fosse proprio "formare con amore l'affettività dei ragazzi". Ricordo i confessori salesiani, misericordiosi e con un grande cuore. 

Il Papa ha inoltre sottolineato la sua devozione a Maria Ausiliatrice, la partecipazione alla festa del 24 maggio: "Non si può capire don Bosco senza mamma Margherita", ha detto ancora.

Ancora Francesco ha ricordato come Torino sia uno dei luoghi dove la fede è anche combattuta: una terra di "magia preti, anticlericali, demoniaca addirittura" ed per questo il Signore ha donato la grazia dei tanti santi sociali. "Il Signore ha dato una missione a queste famiglie che sono nate in quel tempo e oggi percorrono le vie del mondo, testimoniando la Parola di Dio. Oggi molte cose sono migliorate rispetto all'epoca dei santi sociali, ma la situazione della gioventù non è molto diversa da allora con il 40 per cento dei giovani fino a 25 anni che non studiano e non lavorano. "Voi salesiani avete la stessa sfida di don bosco. Prendervi cura di questi ragazzi e ragazze", ha sottolineato Francesco. Infatti don Bosco ha camminato e rischiato con i ragazzi. Il suo ministero è stato coraggioso e qualcuno non lo apprezzava per quello che faceva, ma ha lasciato un tesoro e una eredità che oggi sono da coltivare e portare al mondo con gioia.

Educazione e sport, istruzione e formazione professionale. Questo il patrimonio dei salesiani. Insegnare il mestiere ai giovani per dare loro dignità, vocazione e futuro. Una Educazione a misura della crisi, aiutare a conseguire la competenza nel lavoro pratico. La creatività salesiana deve cercare di dare corpo a queste sfide, attraverso la gioia salesiana. ha concluso il Papa.

Il Papa Argentino ha poi sottolineato i tre amori profondi di don Bosco che ha testimoniato senza vergogna e con fierezza per la Madonna, l'Eucaristia e il Papa. Oggi ci sono cristiani che parlano di Maria senza amarla, non si riconosco nella Chiesa e amano il Papa che è al servizio della Chiesa di Cristo.  La donna nella Chiesa ha lo stesso compito che aveva la Madonna e gli Apostoli. Gli Apostoli senza Maria erano in difficoltà.

Allora, concludendo il suo discorso a braccio, Papa Francesco ha spronato i salesiani ad avere "fiducia in Dio, seguendo l'esempio di Don Bosco che pregava Maria Ausiliatrice, agendo con concretezza e senza calcoli per il bene di tutti".

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