Nel nostro mondo resistono le differenze tra troppo ricchi e troppo poveri

 La denuncia di Oxfam in vista del Forum di Davos in programma i prossimi giorni in Svizzera

Parole chiave: ricchezza (7), davos (1), oxfam (1), economica (16), lavoro (144), povertà (42)
Nel nostro mondo resistono le differenze tra troppo ricchi e troppo poveri

Il forum economico mondiale di Davos che si terrà dal 20 al 23 gennaio sarà un’importante tappa in cui i maggiori esponenti politici ed economici si accorderanno sugli obiettivi da conseguire quest’anno. Il rapporto di Oxfam, la celebre confederazione internazionale in lotta contro la povertà e l’ingiustizia, ha sicuramente offerto uno spunto interessante da far approfondire all’élite che si riunirà nel comune svizzero. Il rapporto stilato dall’organizzazione umanitaria  infatti afferma che l’1% della popolazione mondiale possiede più del restante 99% (quasi 7.4 miliardi), allo stesso modo in Italia l’1% più abbiente ha una ricchezza equivalente al 23.4% della ricchezza nazionale netta, in soldoni a 39 volte le sostanze di 12.400.000 dei propri connazionali più poveri.

Questi dati non ci devono allarmare: già nel 2010 si era calcolato che 388 persone detenevano più di tutti gli altri miliardi di uomini, solo che ora il numero è sceso a 62 mentre i loro conti in banca sono lievitati ancora di oltre 500 miliardi di dollari. Ma guadagnare è giusto. La vera denuncia contenuta nel rapporto sulle disuguaglianze nel mondo è contro i paradisi fiscali che negano 190 miliardi di dollari di introiti ai governi ogni anno. Oxfam Italia ha già lanciato la neo campagna “Sfida l’Ingiustiza” che punta, attraverso un modello vincolante di tassazione unitaria nella Unione Europea, a rendere credibile l’impegno preso dai leader mondiali di eliminare la povertà estrema entro il 2030. La contrazione di 1000 miliardi di dollari infatti è affiancato da una crescita demografica non indifferente di 400 milioni. Questo significa che se la disuguaglianza non fosse aumentata così tanto, ora 200 milioni di persone in più sarebbero definitivamente fuori dalla fascia letale della povertà estrema.

Inoltre un’altra stima pone l’accento sul fatto, drammaticamente accettato, che il 30% della ricchezza all’interno del continente nero sia depositato su conti esteri, spesso in paradisi fiscali. Questo significa che circa 14 miliardi di dollari l’anno non vengono tassati in Africa e che, con una tale somma, sarebbe possibile risanare l’istruzione superficiale e la carente sanità, arrivando a salvare 4 milioni di bambini ogni singolo anno. Infine Oxfam international ha calcolato che  solo 9 sui 62 super-ricchi sono donne. Nonostante tutti i progressi ottenuti finora dunque il genere femminile sembra essere ancora in condizione di grave svantaggio economico e sociale. Il problema esiste, è diagnosticato ed è ancora curabile. Rimane da vedere se coloro che detengono il potere ed il denaro saranno in grado di sacrificare un po’ del proprio e di mettersi d’accordo per un bene comune che non per forza è nei loro interessi.

Fonte: Sir
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