“Made in Piemont” c’è ripresa ma modesta

Presentata la relazione semestrale della sezione regionale della Banca d’ Italia 

Parole chiave: banca d'italia (1), economia (55), ripresa (2), crisi (32), piemonte (73)
“Made in Piemont” c’è ripresa ma modesta

Stazionaria con prospettive di crescita. Si potrebbe sintetizzare così la consueta analisi semestrale che la sezione piemontese della Banca d’ Italia fa sull’economia regionale. Tutti i principali indicatori sono in crescita, la ripresa dell’economia sembra avviata, ma di sicuro la situazione rimane ancora molto lontana dai livelli precrisi. Luigi Capra, direttore della sede torinese dell’Istituto di via Nazionale, durante la presentazione tenutasi al campus Luigi Einaudi la settimana scorsa, ha sottolineato innanzitutto tre aspetti positivi: una modesta ripresa del mercato interno, una maggiore propensione agli investimenti da parte delle imprese e una leggera ripresa del comparto manifatturiero. In particolare, gli ordini provenienti dal mercato interno nel 2014 sono cresciuti dello 0,6% (-2,8% nel 2013), sostenuti a livello settoriale dal comparto dei mezzi di trasporto, che ha beneficiato dell’aumento delle vendite all’estero di autoveicoli e, per la prima volta dal 2007, della moderata ripresa delle vendite nazionali. Infatti, dopo essersi quasi dimezzate tra il 2007 e il 2013, nel 2014 le immatricolazioni di autovetture in Italia sono aumentate del 4,3%, ferme però ai livelli dei primi ani ‘80.

L’attività produttiva, in graduale recupero già a partire dall’ ultimo trimestre del 2013, è aumentata lo scorso anno del 3,0% e il grado di utilizzo degli impianti è salito di circa un punto percentuale (69,4%), attestandosi però su livelli storicamente bassi. Secondo l’indagine, circa la metà delle imprese ha ridotto la spesa per investimenti, mentre poco più del 40% ne ha indicato un incremento. Le previsioni, però, sono diventate più favorevoli e per il complesso del 2015 ne indicano una crescita. Ma è il capitolo esportazione regionali che continua a crescere a ritmi sostenuti (+3,3%) e superiori alla media sia del Nord Ovest (2,2%) sia nazionale (2,0%). In questo caso il principale contributo è fornito dalle vendite di autoveicoli finiti, che sono ancora aumentate in misura rilevante (+20,7%), in particolare nei mercati cinese e statunitense. Significativo è che per la prima volta dal 2005, le vendite verso l’Ue (+3,7%) sono cresciute in misura maggiore rispetto a quelle extra Ue (+2,7%): il “made in Piemont” tira forte in Germania, Regno Unito e Polonia. Anche per quanto riguarda il mercato immobiliare le compravendite di abitazioni sono tornate a salire, seppure in misura contenuta (+2,8% contro il -9,3% nel 2013), ma i volumi si sono attestati, comunque, su livelli inferiori di oltre il 50% rispetto al picco del 2006. E’ tornata ad aumentare la spesa per consumi durevoli (+3,3% contro un -5,0% nel 2013), ma l’ammontare risulta tuttavia ancora inferiore di circa 1/3 rispetto ai livelli del 2007.

Complessivamente, nel 2014 le condizioni del mercato del lavoro hanno mostrato alcuni segnali di miglioramento, soprattutto nel confronto con il quadro particolarmente negativo del biennio precedente. Dopo due anni consecutivi di calo, il numero di occupati in Piemonte è marginalmente cresciuto (0,1%), in misura di poco inferiore a quella media delle regioni del Nord Ovest e nazionale (0,2% e 0,4% rispettivamente). Il tasso di occupazione è lievemente aumentato, al 62,4%, mantenendosi comunque inferiore al dato medio delle regioni nordoccidentali (63,8%). Nel confronto con il 2008 risulta più basso di 2,8 punti percentuali, riflettendo il calo del 4,7% del numero di occupati.

Preoccupante è che l’occupazione continui a ridursi sia per i più giovani (-1,9% per quelli tra i 15 e i 24 anni, -4,1% tra i 25 e i 34 anni) sia per la classe 35-44 anni (-4,0%). È, invece, ancora aumentata per le restanti classi d’età, in particolare per gli over 55 (+9,4 per cento), anche per effetto della dinamica demografica e dell’innalzamento dei requisiti anagrafici stabiliti dalla riforma del sistema pensionistico. Le procedure di assunzione hanno mostrato segnali di ripresa nel corso del 2014 (+5,7%), dopo i cali del 5,2 e del 7,4% segnati nei due anni precedenti. Nel primo trimestre del 2015 le procedure di assunzione sono ulteriormente cresciute (+11,6%), riguardando sia i contratti a tempo determinato (+6,4%) sia soprattutto quelli a tempo indeterminato (+36,0%).

Sul fronte degli ammortizzatori sociali lo scorso anno le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni (cig) si sono ridotte (-6,4%), per effetto principalmente di un calo della componente ordinaria (-33,1%). Infine, molto interessante è il focus sulle imprese regionali uscite dal mercato a seguito di una procedura fallimentare negli anni della crisi. Secondo i dati di Cerved Group e Infocamere, nel 2014 sono state avviate in Piemonte oltre 1.100 procedure fallimentari, che erano state meno di 1.000 nell’anno precedente e tra il 2008 e il 2014 il numero di fallimenti avviati è più che raddoppiato (erano infatti 467 all’inizio del periodo in esame).

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