Le Chiese di periferia luoghi di cultura e non solo religiosa

Il racconto del Concerto Meditazione del 10 marzo presso l'Unità Pastorale 21 nella  Chiesa Immacolata Concezione e S. Giovanni Battista 

Parole chiave: concerto (7), musica (25), chiese (6), torino (650)
Le Chiese di periferia luoghi di cultura e non solo religiosa

C'è un parco che già dall'imbrunire  è meglio non frequentare,  in una periferia dove si esce malvolentieri quando fa buio ed  alle nove di sera  è difficile incontrare qualcuno per strada.  C'è una chiesa un po' nascosta,  in una viuzza dove non scintillano vetrine e non c'è sdruscio.  In quella chiesa, per una felice iniziativa in cui sono stati fatti convergere aspetti  culturali (musica e letteratura) e religiosi, si è radunato un folto pubblico  per partecipare al Concerto-Meditazione proposto dall'U.P. 21 per la quaresima 2017.

È stato eseguito lo Stabat Mater  di Luigi Boccherini (versione del 1781) per Soprano e Archi,  in un'insolita divisione in tre parti per consentire ai Rev. parroci  don Beppe Barbero, don Geppe Coha, don Daniele D'Aria, don Fabrizio Fassino e don Franco Sarzini di inserire le loro meditazioni sul testo.  Ai musicisti del collaudato e molto apprezzato Ensemble Soli Deo Gloria  si è unito - nel ruolo di recitante - Sergio Saccomandi, pittore di fama [apre una personale a Londra il 19 marzo prossimo] ma anche attore, regista e sceneggiatore.

La voce era quella del soprano ungherese Magda Koczka che, uniformandosi  agli altri artisti, ha rinunciato al compenso ed ha disposto che venga devoluto in beneficenza. Voce intensa ed emozionante nel rendere lo strazio della Madre che assiste, impotente,  all'atroce morte del figlio, nudo ed insanguinato sulla croce.  Molto attento il pubblico che, in partecipe silenzio, ha seguito l'esecuzione avendo a disposizione un curato - pur nella scarsità di mezzi -  programma di sala al centro del quale era inserito il testo latino - attribuito a Jacopone da Todi - con traduzione a fronte.  Per solo riferimento, nel testo canonico di abituale esecuzione, sono state inserite varianti sostanziali ritrovate in un libro di Preghiere e Pratiche Religiose licenziato da don Giovanni Bosco e ristampato nel 1932 quand'egli era già Beato [sarebbe stato iscritto nel novero dei Santi nel 1934].

In una chiesa che riflette perfettamente l'ambiente di periferia in cui è collocata,  un posto un po' spento, dove succede poco,  una sera è stata portata un'importante dose di Cultura. Sono state notate persone notoriamente non praticanti e forse nemmeno credenti.  La chiesa, nelle periferie spesso pigre per mancanza di stimoli, assolve al compito di essere luogo in cui proporre Cultura non soltanto religiosa. Cultura ampia ed alta, in cui si mescolano in modo sano e proficuo credenze  diverse e dove agnostici ed atei  non si sentono mai fuori posto.

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