Francesco: "In quaresima artefici di riconciliazione"

Gli auguri di Papa Francesco a tutti i papà per la festa di San Giuseppe

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Francesco: "In quaresima artefici di riconciliazione"

Il Papa è vicino alla popolazione del Perù, “duramente colpita da devastanti alluvioni”.  Francesco si è espresso in questo modo subito dopo l’Angelus a piazza San Pietro, ricordando, tra l’altro, l’importanza durante la Quaresima di avvicinarci a Gesù, “incontrarlo nella preghiera in un dialogo cuore a cuore”, e diventare "artefici di riconciliazione"

VIAGGIO IN EGITTO

Papa Francesco il 28-29 aprile 2017 sarà in visita in Egitto dietro invito – specifica la Sala Stampa vaticana – di Abd al-Fattah al-Sisi presidente della Repubblica, dei vescovi cattolici, di Tawadros II Patriarca dei cristiani copti e dello sceicco Ahmed Mohamed el-Tayyib, imam della grande moschea di Al Azhar dell’Università de Il Cairo, sede della massima autorità islamica sunnita. Ricambia la visita che l’imam gli fece il 23 maggio 2016. L’incontro all’Università del Cairo sarà l’evento centrale: Francesco leverà un forte appello contro il fanatismo religioso, il terrorismo islamico, la strumentalizzazione della religione, in contrapposizione con i barbari assassini dello Stato Islamico che attribuiscono al Corano il terrorismo e della lotta armata.

IL 30 APRILE L’INCONTRO CON L’AZIONE CATTOLICA - La visita è stata preparata MOLTO in fretta, dopo il rientro il 22 febbraio scorso del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. È stato così spostato a domenica 30 aprile l’incontro con l’Azione Cattolica nel 150° di fondazione (1867-29 giugno-2017) da parte del conte viterbese Mario Fani e dell’avvocato bolognese Giovanni Acquaderni che creano la Società della Gioventù cattolica ita­liana con il programma «preghiera azione sacri­ficio».

DIALOGO CON L’ISLAM E LA CHIESA COPTA - Il viaggio al Cairo segnerà un passo cruciale nel dialogo che Bergoglio intesse con l’Islam. L’incontro suggellerà anche la ricucitura dei rapporti con la grande istituzione sunnita. Il Papa incontrerà il Patriarca copto Tawadros II, guida della minoranza cristiana, vittima di ripetuti attacchi di efferata violenza da parte dei terroristi islamici. L’ultimo nel dicembre 2016 quando al Cairo un ordigno artigianale - 12 chili di tritolo - è scoppiato nella chiesa del quartiere di Al Abasiya durante la Messa: non meno di 25 i morti e 49 i feriti. L'esplosione nella piccola chiesa dei Santi Pietro e Paolo, adiacente alla Cattedrale di San Marco, che è la più antica chiesa d'Africa e la sede del Patriarca di Alessandria. Dal 2013 a oggi vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi alle chiese con decine di morti.

SULLE ORME DI GIOVANNI PAOLO II - «Copti» significa «egiziani di religione cristiana» che si riconoscono nel Patriarcato copto-ortodosso di Alessandria. Chiesa fondata nei I secolo, ha origine dalla predicazione dell’evangelista San Marco, che evangelizza sotto l’impero di Nerone. Nell’ambito dell’Anno Santo 2000 Giovanni Paolo II andò in Egitto (Il Cairo e Santa Caterina sul Monte Sinai) il 24-26 febbraio 2000; poi in Israele e Palestina il 21-26 marzo 2000; ad Atene in Grecia il 4-5 maggio 2001. Il 19 agosto 1985 a Casablanca in Marocco Papa Wojtyla parlò a migliaia di giovani musulmani nello stadio, dietro invito del re Hassan II.

«LA VISITA È UNA BENEDIZIONE» - Intervistato dalla «Radio Vaticana» mons. Antonios Aziz Mina, vescovo cattolico emerito di Giza, spiega: «La visita di Francesco è una benedizione. La situazione dei cristiani è la stessa di tutti gli egiziani. Il terrorismo va combattuto soprattutto con la cultura, la convivenza e l’uguaglianza dei diritti per ogni cittadino. Il dialogo con l’Islam continua e continuerà. C’è una grande volontà di proseguire il dialogo perché è una necessità. L’Egitto è sempre stato un Paese cosmopolita con l’incontro dei popoli di Asia, Africa ed Europa.. Il Papa è l’unica forza nel mondo che parla per difendere i diritti dell’uomo e i diritti dei popoli in nome di Gesù e in nome di Dio».

I VIAGGI INTERNAZIONALI E IN ITALIA - I prossimi viaggi internazionali di Francesco: il 12-13 maggio a Fatima in Portogallo nel centenario delle apparizioni della Madonna (1917-13 maggio-2017) a tre pastorelli Lucia Dos Santos e i fratelli Francesco e Giacinta Marto durante la prima guerra mondiale (1914‑1918) quando l’Europa era un immenso campo di battaglia con milioni di morti e di feriti, mi­serie senza fine, rivolte, esplo­sione della rivoluzione comu­nista in Russia. In settembre andrà in Colombia, viaggio spostato nel 2016 per l’esito negativo del referendum sull'accordo tra governo di Bogotà e guerriglieri maoisti delle Farc. Il viaggio in India e Bangladesh  non è ancora stato fissato: si sa che Papa Francesco vorrebbe andare in Sud Sudan con Justin Helby, arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana ma pare che le difficoltà siano insormontabili. Così vorrebbe andare nei due Congo (Repubblica democratica e Brazzaville) ma il presidente-dittatore Joseph Kabila non vuole mollare il potere. E anche in Russia non può andare perché dovrebbe andare anche in Ucraina. Pochi i viaggi previsti in Italia: 25 marzo a Milano, 2 aprile a Carpi e Mirandola, 27 maggio a Genova.

CON I CAPI DELL’EUROPA UNITA– Venerdì 24 marzo il Papa incontra i capi di Stato e di governo dell’Unione europea nel 60° della firma dei Trattati di Roma (1957-25 marzo-2017 ). Francesco è molto preoccupato per i populismi che, come fantasmi, si aggirano in Europa. Spiega: «Dietro c’è sempre un messianismo e una giustificazione, quella di preservare l’identità di un popolo. Invece, i grandi politici del dopoguerra nel vecchio continente – l’italiano Alcide de Gasperi, il francese Robert Schuman e il tedesco Konrad Adenauer - hanno immaginato l’unità europea, una cosa non populista ma una fratellanza di tutta l’Europa, dall’Atlantico agli Urali. I grandi capi sono capaci di portare avanti il bene del Paese senza essere loro al centro, senza essere messia. Il populismo è cattivo e alla fine finisce male, come ci mostra il secolo scorso». Ricordate Adolf  Hitler e Benito Mussolini?

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