Papa Luciani è «venerabile»

La Santa Sede pubblicherà il decreto che autorizza la venerazione del Papa «del sorriso». Cammina verso gli altari anche Leonella Sgorbati, missionaria della Consolata

Papa Luciani è «venerabile»

Diventano «venerabili» Giovanni Paolo I, quarant’anni dopo il brevissimo pontificato (26 agosto-28/29 settembre 1978) e anche due personaggi legati al Piemonte: la martire Lionella (Rosa) Sgorbati, missionaria della Consolata, uccisa «in odio alla fede» il 17 settembre 2006 a Mogadiscio (Somalia); Bernardo di Baden (1429-1458) morto a Moncalieri, ci cui è patrono. Papa Francesco l’8 novembre 2017 ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare i decreti.

ALBINO LUCIANI-GIOVANNI PAOLO  I – Nasce il 17 ottobre 1912 a Forno di Canale (Canale d’Agordo), sacerdote di Belluno, vescovo di Vittorio Veneto, patriarca di Venezia. Scrive articoli per giornali e per settimanali. Il suo libro più famoso è «Illustrissimi», lettere argute e profonde a personaggi della storia o della narrativa (Pinocchio, Figaro e altri). Vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, è sconosciuto all’estero, non ha esperienze diplomatiche né internazionali, sta alla larga dalla Curia romana, il suo orizzonte è il Triveneto. Dopo la morte di Paolo VI, Luciani è eletto al terzo scrutinio: è sabato 26 agosto 1978. Papa dallo stile esclusivamente pastorale, nel XX secolo è il terzo che passa dalla cattedra di San Marco al soglio di Pietro, dopo Giuseppe Sarto (Pio X) e Angelo Giuseppe Roncalli (Giovanni XXIII). Assume un doppio nome volendo coniugare i pontificati di Giovanni XXIII e di Paolo VI. Spiega candidamente alla folla: «Io non ho la "sapientia cordis" di Papa Giovanni e neanche la preparazione e la cultura di Papa Paolo. Però sono al loro posto, devo cercare di servirela Chiesa». Il suo programma è applicare il Concilio Vaticano II (1962-65), al quale ha partecipato senza mai prendere la parola;tiene una conferenza stampa che affascina i mille giornalisti; non sopporta sfarzo, orpelli, esteriorità; vuole rifondare la banca vaticana Ior; sostituisce l’«io» al «noi»; abolisce l’incoronazione. Le sue quattro udienze generali sono semplici e gustose «lezioni di catechismo». Dura una meteora: 33 giorni. Muore per un attacco cardiaco nella notte 28-29 settembre 1978 a letto mentre legge delle carte. Il mondo piange un uomo di buon senso pratico, un pastore umile, «il Papa del sorriso». Articoli e libri-spazzatura angloamericani vaneggiano di avvelenamenti e complotti. Nulla di più infondato.

COINCIDENZA CON L’OSTENSIONE DELLA SINDONE – Il suo pontificato copre parte dell’ostensione della Sindone del 1978, uno straordinario successo perché  era 45 anni che non veniva esposta. L’elezione avviene mentre a Torino in Cattedrale l’arcivescovo Anastasio Alberto Ballestrero presiede la Concelebrazione inaugurale: «Come possiamo non pregare per il Conclave? La forza, la potenza, la luce dello Spirito Santo guidino in una scelta tanto importante. La Chiesa riprenda il cammino con Cristo presente non con il segno venerabile di una reliquia come la Sindone ma con il segno vivo e palpitante del nuovo Papa». Il 5 settembre Giovanni Paolo I fa rispondere all’invito di Ballestrero dal cardinale segretario di Stato Jean Villot: «Una proposta tanto spontanea e affettuosa non lascia insensibile il cuore del Pontefice, che conosce l’eccezionalità dell’avvenimento. Non avrebbe mancato di profittare di tale opportuna circostanza per soddisfare alla propria personale devozione. Ma agli inizi del suo servizio pontificale, è impedito da motivi di particolare importanza che rendono impossibile l’accoglimento dell’invito». Come Paolo VI, Luciani parla di «insigne reliquia della passione di nostro Signore: la lettura attenta e amorosa del singolare documento possa avviare a una meditazione più penetrante e profonda dei patimenti dell’”l’Uomo dei dolori”».

MARTIRE LEONELLA (ROSA) SGORBATI – La missionaria della Consolata è uccisa «in odio alla fede» il 17 settembre 2006 a Mogadiscio (Somalia), colpita a morte da alcuni sicari mentre si reca all’ospedale in cui presta servizio. Con lei è ucciso Mohamed Mahamud, la guardia che tenta di salvarla. Nata il 9 dicembre 1940 a Rezzanello di Gazzola (Piacenza), entra nelle Missionarie della Consolata, emette i voti nel novembre 1972 e frequenta la scuola infermiere in Inghilterra. Presta servizio negli ospedali della Consolata di Mathari, di Nyeri e di Nazareth in Kenya. Eletta nel 1993 superiora delle Missionarie del Kenya, nel 2001 trascorse diversi mesi a Mogadiscio per verificare la possibilità di creare una scuola infermieri nell’ospedale gestito da un’organizzazione non governativa. Il 18 aprile 2002 iniziano i corsi, vincendo forti resistenze burocratiche, suor Leonella ottiene per gli allievi un diploma internazionalmente riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Sono già stati beatificati: nel 1990 il fondatore il torinese di Castelnuovo don Giuseppe Allamano e nel 2015 la bresciana suor Irene (Aurelia Jacoba Mercede) Stefani.

MONCALIERI HA COME PATRONO UN PRINCIPE TEDESCO – Bernardo di Baden nasce in Germania nel 1428-29 nel castello di Hohenbaden nella Selva Nera, e muore il 15 luglio 1458 a Moncalieri, figlio del margravio (marchese) Giacomo V e di Caterina di Lotaringia. Educato alla corte di Francia,è avviato alla carriera militare sotto Francesco Sforza e ha come promessa sposa Maddalena, figlia di Carlo VII di Francia. Lascia la carriera militare per la vita diplomatica, più adatta alla sua indole pacifica; rinuncia al trono per dedicarsi a missioni di pace. Alla caduta di Costantinopoli nel 1453 va alle corti di Francia e Italia per stringere alleanze e raccogliere fondi per una crociata contro i Turchi. Nel 1458 a Genova, per trattare un’alleanza contro i musulmani, contrae la peste. Torna a Baden ma, giunto a Moncalieri, muore a 30 anni il 15 luglio 1458, probabilmente per l’indebolimento del fisico. Sepolto nella chiesa di Santa Maria della Scala, Papa Clemente XIV il 16 settembre 1769 ne conferma il culto e lo dichiara patrono del granducato di Baden, della diocesi di Friburgo, di Moncalieri e di Vic in Francia. Il 15 settembre 2008 a  Friburgo si riapre il processo canonico, concluso il 21 novembre 2012.

Pier Giuseppe Accornero 

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