Da Sosnowiec a Settimo, la Gmg al contrario dei giovani polacchi

Gemellaggio - ricambiata l'ospitalità sperimentata nel pellegrinaggio verso Cracovia un anno fa 

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Da Sosnowiec a Settimo, la Gmg al contrario dei giovani polacchi
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Sono i legami di fraternità che si creano spontaneamente fra i giovani a restare impressi per lungo tempo dopo le Giornate mondiali della Gioventù.

Così ad un anno esatto dalla Gmg di Cracovia ecco che le parrocchie Santa Maria Madre della Chiesa e San Pietro in Vincoli di Settimo Torinese questa settimana hanno accolto i coetanei e le famiglie che li avevano ospitati nelle proprie case con una cura a tutto tondo che aveva lasciato tutti sbalorditi. 

Il gruppo di una decina di persone proviene da una parrocchia della diocesi di Sosnowiec, nella regione della Slesia, che aveva spalancato le porte agli oltre 350 giovani torinesi per la prima settimana delle Giornate mondiali, caratterizzata dall’esperienza del «gemellaggio» prima dell’arrivo a Cracovia per la Gmg con Papa Francesco.  

I ragazzi della diocesi di Torino in quell’occasione per una settimana avevano avuto una mamma, un papà, nonni, fratelli e sorelle che si erano presi cura di loro proprio come dei figli, coccolandoli con i migliori piatti polacchi, lasciando loro al mattino prima di uscire di casa panini e cibarie per la giornata, fornendo raccomandazioni, consigli, ma soprattutto aprendo il proprio cuore.

Ed ecco al momento del saluto il gruppo di Settimo non ha rivolto un addio, ma un arrivederci: «venite voi a trovarci la prossima estate!». 

I ragazzi e le famiglie tutto l’anno hanno continuato a rimanere in contatto attraverso i social network e le mail. I coetanei di Sosnowiec, insieme al proprio parroco, dopo aver iniziato ad organizzare l’esperienza si vedono però costretti a rinunciare per i costi troppo elevati del viaggio. Le parrocchie di Settimo allora si sono  mobilitate per trovare la soluzione più economica possibile offrendo anche un aiuto.

Esattamente un anno dopo, la Gmg di Cracovia ha avuto seguito e  i giovani di Settimo hanno riabbracciato le loro mamme, papà, fratelli e amici polacchi.  Le due comunità settimesi, Santa Maria e San Pietro, si sono mobilitate per ricambiare l’accoglienza aprendo le proprie case.

La giornata della «Gmg di ritorno» prevedeva tutte le mattine la Messa in parrocchia presieduta dal parroco don Stefano Bertoldini nelle due lingue, italiano e polacco. I giovani di Settimo hanno poi strutturato un itinerario sulle orme dei santi sociali e della spiritualità torinese: la Consolata, la basilica di Maria Ausiliatrice, il Valdocco, il Colle Don Bosco, il Duomo che custodisce la Sindone e la cappella dedicata al beato Pier Giorgio Frassati, offerto da Papa Francesco lo scorso anno ai giovani del mondo come testimone di misericordia. 

«Abbiamo coinvolto», dice Elisa Farano, responsabile dell’oratorio Santa Maria di Settimo, «i ragazzi delle scuole superiori che l’anno scorso non avevano partecipato alla Gmg. Si sono resi da subito protagonisti, entusiasti nell’accogliere i pellegrini polacchi. Abbiamo sostituito il tradizionale campo animatori con questa esperienza che ha dato una scossa al nostro oratorio e ai gruppi giovanili e ha contribuito a rafforzare il nostro cammino».

Nella serata di giovedì 20 luglio all’oratorio Santa Maria si è tenuta una festa a cui hanno preso parte gruppi giovani della diocesi che avevano partecipato alla Gmg.

«Una settimana», commenta il parroco don Bertoldini, «che ha aiutato la nostra comunità a comprendere appieno il valore dell’accoglienza verso le persone straniere. Aprire le porte delle proprie case è impegnativo per le difficoltà con la lingua e con i tempi dell’altro, ma donare gratuitamente e condividere ci permette di ‘uscire’ dai nostri recinti per essere annunciatori credibili del Vangelo». 

E il gemellaggio fra le due comunità «sorelle» proseguirà: i giovani continueranno a rimanere in contatto e a camminare insieme. 

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Giovani

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