Carità e mass media, la San Vincenzo interroga i giornalisti

Convegno all'Unione industriale di Torino, confronto a più voci per celebrare il 400° anno del Carisma Vincenziano

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Carità e mass media, la San Vincenzo interroga i giornalisti

In occasione del 400° anno dalla fondazione del "Carisma Vincenziano" e del 20° anno dalla beatificazione di Federico Ozanam, la Società di San Vincenzo De Paoli ha organizzato il convegno dal titolo: “Carità e Media”. L'incontro si  svolto nella sala dell'Unione Industriale di Torino con collegamenti in  in più città italiane (Milano, Napoli e Roma) e all'estero a Brasilia con l'intervento del presidente internazionale della conferenza di San Vincenzo Renato Lima De Oliveira.

E' stata una tavola rotonda cui sono intervenuti grandi firme del giornalismo nazionale: direttori di giornali e telegiornali: tra gli altri Luciano Fontana del Corriere della Sera, Antonio Rizzolo di Famiglia Cristiana, Marco Tarquinio di Avvenire, Vincenzo Morgante della Tgr3, Antonio Spadaro di Civiltà Cattolica (in collegamento da Roma) e firme come Marina Lomunno de «La Voce e Il Tempo», Andrea Tornielli de «La Stampa» e Alberto Chara di «Famiglia Cristiana»- Coordinati da Alessandra Ferraro, giornalista Rai, e dal responsabile dell'ufficio stampa San Vincenzo di Torino e Piemonte Alessandro Ginotta,  il confronto aperto, profondo, sincero tra giornalisti, operatori dei media e volontari è stato ricco di suggestioni e di impegno, sullo sfondo di una necessità di conoscere e fare conoscere il bene che il volontariato vincenziano da sempre realizza nell'ordinaria e silenziosa opera di aiuto, sostegno, visita e accompagnamento dei poveri.

I saluti di benvenuto sono stati portati da Giovanni Bersano, presidente ACC Torino, Marco Guercio, Coordinatore interregionale e dal presidente Nazionale Antonio Gianfico in collegamento da Napoli; l'introduzione preziosa e ricca di contenuti e passione, vita e umanità è stata presentata da Marina Lomunno, coordinatrice editoriale del nostro settimanale La Voce e Il Tempo.  Lomunno ha evidenziato come nel profondo la dimensione della carità sia il senso più autentico dell'agire del cristiano, il fondamento che unisce l'adesione a Cristo e dovrebbe trasformare la vita di ogni credente in una dimensione del noi, dello spendere la propria esistenza per gli altri per amore di Dio. In questo senso la solidarietà diventa il collante essenziale per costruire, insieme a tutta la comunità umana, credenti e non credenti, uomini e donne di buona volontà uniti in un progetto d'amore e di bene per il mondo. San Vincenzo de Paolo e Federico Ozanam, come i santi sociali torinesi, in particolare Leonardo Murialdo, ricordato nella riflessione da Marina Lomunno, hanno tracciato il sentiero che ogni giorni milioni di operatori, sorelle e fratelli cooperatori vincenziano concretamente fanno in ogni angolo del mondo.

In questo senso il dibattitto si è indirizzato in un confronto a più voci su come i mezzi di comunicazioni, oggi presenti in piattaforme multimediali, possano e debbano raccontare, rispettando la sofferenza e il tentativo di emancipazioni da stati di disagio e profonda prostrazione di milioni di uomini nel mondo, il bene che si compie e si realizza ogni giorno. Non si tratta di buonismo o di carità assistenziale, di pietà o rimorsi di coscienza, ma di una dimensione integrale e radicale cristiana che riprende la lettera evangelica dei comandamenti di Gesù Cristo sull'amore Dio e il prossimo come se stessi.

Carne e sangue, sofferenza e gioia, comunità e inclusione, contro ogni possibile deriva individualistica e privilengiando il noi all'io, la con-divisione di beni materiali e immateriali, per costruire un mondo più giusto. I direttori e giornalisti hanno ricordato le parole di Papa Francesco, l'impegno della Chiesa nel mondo mentre lo storico della Società di San Vincenzo De Paoli, autore e curatore di opere sul Beato Federico Ozanam, il legame che unisce, in modo davvero incredibilmente attuale, il pensiero e l'azione dei fondatori a quello degli anonimi e appassionati, ma tutti presenti e vivi nel cuore di Dio.  

Un pomeriggio ricco di buone notizie di indirizzo di impegno, di necessità storica, concreta e volenterosa, di continuare a fare il bene e raccontarlo. 

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