Cammino di Santiago, dare importanza al pellegrinaggio

Un incontro importante tra le due conferenze episcopali francese e spagnola

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Cammino di Santiago, dare importanza al pellegrinaggio

Il pellegrinaggio è una pratica devozionale comune a molte religioni, in particolare la religione cristiana cattolica, ed è il viaggio che si percorre (generalmente a piedi) per raggiungere un luogo sacro.

L’11 e il 12 Luglio dopo aver percorso l’ultimo tratto del Cammino di Santiago, i partecipanti alla riunione dei vescovi francesi e spagnoli le cui diocesi sono attraversate dal percorso compostelano hanno concluso due giornate di confronto rendendo nota la lettera pastorale congiunta su “Accoglienza e ospitalità sul cammino di Santiago”. In breve, in questa lettera si chiede lo sforzo di offrire al pellegrino servizi e indicazioni che aiutino la sua ricerca spirituale, in collaborazione con le parrocchie e le comunità in cui si trova la casa di accoglienza, oltre al mettersi in ascolto profondo col pellegrino rispondendo alle sue domande su Dio, sul Cammino e su San Giacomo. Alle comunità religiose, inoltre,  i vescovi chiedono che ci sia una persona esclusivamente dedita all’accoglienza dei pellegrini, che a qualsiasi ora li riceva come fossero Cristo stesso.

Il cammino verso Santiago di Compostela, in particolare, è un viaggio di circa 800 km da percorrere nell’arco di tempo di circa un mese. La durata ovviamente dipende dalle condizioni fisiche, spirituali e mentali del pellegrino: non ci sono tappe predefinite, dunque ognuno può farlo in equilibrio con le proprie capacità, senza per forza spingere il proprio corpo al limite. Si può compiere questo pellegrinaggio anche in auto, in bici o a cavallo, ma certamente a piedi è tutta un’altra esperienza.

Il Cammino di Santiago di Compostela è intimamente legato alla presenza della tomba di Giacomo il Maggiore e al suo ritrovamento, che risale al IX secolo. Anche se Giacomo è morto in Palestina, come scritto negli Atti degli Apostoli.  Alfonso II ordinò la costruzione sul posto di un tempio, i monaci benedettini vi fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo (Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi), dapprima dalle Asturie e dalla Galizia, poi da tutta l'Europa.

Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita. Fu il vescovo Diego Xelmírez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale, iniziata nel 1075.

Ai suoi inizi questo cammino veniva intrapreso per motivi puramente religiosi, oggi invece le motivazioni che spingono a iniziare questo cammino sono le più svariate: chi per motivazioni religiose, chi per varie ragioni “spirituali” non per forza legate alla religione, chi per il bisogno di trovarsi soli con se stessi, di poter riflettere, di allontanarsi dallo stress quotidiano, di misurarsi in un’impresa ritenuta notevole sul piano fisico e ancor più su quello mentale, così particolare e “insolita”.  Altri invece lo intraprendono poiché hanno un’ idea del Cammino inteso come crocevia della  vita, come rifugio temporaneo per affrontare e superare periodi particolari della propria vita, una occasione per potere ritrovare le forze e magari l’orientamento giusto, la retta via. Altri invece si rifanno al fascino derivante dalla storia del cammino, dai segni d’arte e di storia. Alcuni infine lo intraprendono per un mero interesse per il camminare a piedi o in bicicletta, o come vacanza da vivere a maggiore contatto con la natura.

Il Cammino si può intraprendere sia da soli che in compagnia; lungo il viaggio si conosceranno persone, storie e culture nuove. L’unico ingrediente fondamentale è il sentirsi liberi, in pace con se stessi e in armonia con l’ambiente e i pellegrini che si incrociano.

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