L'impegno delle diocesi del Piemonte per l'occupazione giovanile

Firmato a Torino un accordo tra Regione e Conferenza Episcopale Piemontese per realizzazione un'indagine su giovani e lavoro. Mons. Nosiglia  per i vescovi del Piemonte ha siglato l'accordo con Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, chi offre e crea lavoro sul territorio.

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L'impegno delle diocesi del Piemonte per l'occupazione giovanile

Approfondire il rapporto tra giovani e mercato del lavoro attraverso un’indagine loro dedicata,  in cui siano evidenziate le figure professionali più richieste e i settori che offrono maggiori opportunità occupazionali. E’ l’obiettivo dell’accordo di collaborazione tra la Regione Piemonte  e la Conferenza Episcopale Piemontese siglato stamane dal presidente Sergio Chiamparino e dall’arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia. L’intesa prevede una sinergia tra i due enti per realizzare, attraverso l’osservatorio regionale sul mercato del lavoro e l’Ufficio Regionale della Pastorale Sociale e del Lavoro, un’indagine rivolta allo specifico target dei giovani. 

L'intervento di Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, e presidente della Cep: "Sono lieto di porre la mia firma a nome della Conferenza Episcopale Piemontese al protocollo di intesa tra la CEP e la Regione Piemonte per la collaborazione e realizzazione dell’indagine “Chi offre e crea lavoro in Piemonte”. Ringrazio il Presidente Chiamparino e l’assessore Pentenero per la disponibilità e l’accoglienza di questa proposta emersa dalla Agorà del sociale, che abbiamo proposto lo scorso anno nel mese di novembre sul tema “Giovani e lavoro”. Ringrazio il Dott. Zangola e il suo gruppo di lavoro che hanno elaborato questa iniziativa e la sosteranno passo passo nel suo svolgimento.

L’indagine si propone 4 obiettivi: 1- Il primo consiste nell’individuazione dei comparti dell’economia torinese dove sono maggiori le possibilità per i giovani di trovare lavoro da conseguire attraverso un’elaborazione delle informazioni disponibili o reperite attraverso analisi puntuali. I dati elaborati dall’Osservatorio sul mercato del lavoro della Regione Piemonte forniscono il numero delle assunzioni avvenute nei principali settori di attività dell’economia regionale. Ai fini della nostra indagine si tratta di informazioni utili in quanto forniscono una prima indicazione dei settori nei quali sono avvenute delle assunzioni.

Questa indagine intende andare oltre e disaggregare i dati e selezionare all’interno dei grandi settori dell’economia quei comparti sui quali effettuare i necessari approfondimenti al fine di individuare più in dettaglio il trend delle nuove assunzioni, l’età e il genere dei nuovi assunti, le professioni richieste e i tipi di contratto attraverso i quali si è instaurato il rapporto di lavoro. Da una prima analisi i comparti sui quali concentrare l’attenzione sono: le aziende agricole, l’industria manifatturiera attraverso un’analisi a campione, la grande distribuzione, gli alberghi, le telecomunicazioni, l’industria culturale, il sistema del credito, la scuola, la sanità, l’assistenza, gli Enti locali, i servizi professionali.

Il reperimento delle informazioni necessarie potrà avvenire attingendo alle fonti disponibili o il coinvolgimento di vari soggetti quali gli Assessorati regionali, l’IRES, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, la Camera di Commercio ecc. 2-Il secondo obiettivo consiste nel far luce sul fenomeno delle start up e più in generale delle nuove imprese nate nel corso degli ultimi due anni, a partire cioè dall’inizio dell’attuale fase di lenta ripresa. Si tratta di un universo assai complesso e molto variegato nel quale convivono attività innovative di sicuro successo assieme ad altre, molto, più fragili, che rappresentano un ripiego alla mancanza di lavoro.

Proprio per questo, è necessario approfondire il fenomeno per capire quanta nuova occupazione, soprattutto giovanile si sta generando all’interno dei diversissimi settori in cui si opera. La risposta a tali interrogativi presuppone un’analisi ad hoc da realizzarsi attraverso il coinvolgimento di soggetti esterni quali la Camera di Commercio e gli Incubatori che fanno capo ai due Atenei torinesi.

3-Oggetto del terzo obiettivo è la riscoperta dei mestieri che già rappresentano o possono rappresentare occasioni di lavoro per i giovani. Anche questo obbiettivo, come il precedente, richiede un’analisi da attuarsi attraverso la messa in comune di informazioni di cui dispongono soggetti diversi quali l’Assessorato regionale e le associazioni artigiane. 4-Il quarto obiettivo guarda al futuro ed ha come oggetto l’individuazione dei nuovi mestieri e delle nuove professioni legate ad attività che fronteggiano o sostengono:

a) l’invecchiamento della popolazione e il settore sanitario e assistenziale;

b) la green economy e l’attenzione all’ambiente;

c) la digitalizzazione e la diffusione delle tecnologie. Anche questo obiettivo per essere adeguatamente soddisfatto richiede un’analisi molto approfondita e dagli esiti non scontati avendo per oggetto fenomeni complessi e in divenire. È il caso, ad esempio, dell’impatto che potrà avere lo sviluppo di “Industria 4.0” sulle vecchie professioni e il contributo che potrà dare nella creazione di nuove opportunità di lavoro soprattutto per i giovani. Sul piano operativo, lo svolgimento dell’indagine nei termini descritti, richiede il coinvolgimento di molte competenze che sono in larga parte reperibili all’interno delle strutture regionali o attraverso il coinvolgimento, a costo zero, di soggetti esterni pubblici e privati, che necessitano tuttavia di un più efficace coordinamento. Su alcuni temi complessi, come le start up e i mestieri del futuro, sarà necessario svolgere approfondimenti che richiedono tempo da affidare a giovani ricercatori.

Mi auguro che questa iniziativa insieme all’avvio in questi giorni del un Laboratorio metropolitano giovani e lavoro, possano rappresentare un valido supporto a rendere concrete le indicazioni emerse dall’agorà e dare avvio a una stagione di maggiore attenzione e disponibilità verso il mondo giovanile oggi in forte affanno per quanto riguarda il lavoro.

“L’accordo che firmiamo – ha affermato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino– oggi nasce dai rapporti consolidati fra Regione e Conferenza Episcopale Piemontese e dal confronto sviluppato, nel novembre 2016, nell’ambito dell’Agorà per il Sociale, un’occasione di riflessione su temi cruciali per la comunità piemontese. Tra questi, riveste naturalmente un’importanza strategica quello dell’occupazione giovanile. L’obiettivo dell’indagine che realizzeremo, e per cui sarà creato un gruppo di lavoro specializzato, è favorire la conoscenza dei possibili sbocchi lavorativi per i giovani, analizzare il rapporto tra domanda e offerta di lavoro giovanile, ma anche, e forse soprattutto, contribuire a creare una cultura del lavoro, intesa come comprensione del valore che il lavoro ha nella nostra società”.

  

“Troppi giovani nella nostra regione –  ha aggiunto l’assessora al Lavoro Gianna Pentenero –  faticano a entrare nel mondo del lavoro, come testimonia un tasso di disoccupazione medio del 36% ancora troppo elevato, mentre le imprese non riescono a trovare le figure professionali di cui hanno bisogno. Quest’indagine si propone di fornire informazioni aggiornate e facilmente accessibili sui profili maggiormente richiesti dalle imprese e sulle specificità dei territori. E’ uno strumento che si potrà integrare con gli interventi di politica attiva del lavoro in vigore in Piemonte, in particolare con Garanzia Giovani, che dopo l’estate sarà oggetto di rifinanziamento da parte del Governo. Finora, il programma che si propone di favorire l’occupazione dei giovani che non studiano e non lavorano ha permesso la presa in carico nella nostra regione di oltre 54 mila giovani, di cui circa 36 mila hanno avuto almeno un avviamento in impresa, con un contratto di lavoro o in tirocinio”. 

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