Germania: vigilia di elezioni che valgono per tutta l'Europa

Un passaggio elettorale che potrebbe cambiare le politiche del continente e dell'Unione

Parole chiave: germania (20), socialdemocratici (1), voto (3), elezioni (48), popolari (2)
Germania: vigilia di elezioni che valgono per tutta l'Europa

Mancano due settimane ormai dalle elezioni più attese da chi spera in un rilancio dell’Unione Europea. Saranno quelle che decideranno il 24 settembre chi, dalla Cancelleria di Berlino,  governerà la Germania e anche, in buona parte l’UE.

Per l’Europa erano importanti anche le elezioni francesi del maggio scorso, ma più in una funzione di argine al rischio di sgretolamento del processo di integrazione europea, che non per un suo possibile rilancio. Le molteplici debolezze, politiche, economiche e sociali, della Francia non le avrebbero consentito di rilanciare un processo, rallentato anche per sua responsabilità. La vittoria di Emmanuel Macron alla Presidenza francese era un passaggio necessario per una ripresa di iniziativa in Europa, ma sicuramente non sufficiente per raggiungere risultati significativi. Questa capacità di essere ad un tempo necessaria ma anche in gran parte in grado  rilanciare la costruzione comunitaria sarà

 nelle mani della Germania e degli elettori tedeschi tra qualche giorno.

Non che sia difficile il pronostico su chi accederà alla Cancelleria, dove da tre mandati governa Angela Merkel, in attesa di iniziarne un quarto. Gli interrogativi non riguarderanno probabilmente la Cancelliera, ma i suoi alleati e la configurazione della futura coalizione, aperta a esiti molto diversi.

La coalizione guidata dalla Merkel in questi ultimi quattro anni ha visto al governo, con il centro destra, anche il Partito socialista, oggi impegnato nella competizione elettorale con l’ex-presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz.

Angela Merkel, nei suoi tre mandati dal 2005 a oggi, ha governato in due di essi con i socialisti e, dal 2009 al 2013, con i liberali. Per il prossimo mandato si riproporrà la scelta degli alleati, compreso il partito dei Verdi.

Si tratterà di una scelta non priva di impatto per il futuro dell’Unione Europea, con la variabile del partito liberale meno disponibile a future aperture e a maggiore solidarietà con gli altri Paesi partner dell’UE: uno scenario che renderebbe più difficile la ricostruzione dell’asse Berlino-Parigi, auspicata da Macron.

Premesso che le alleanze precedenti non hanno portato bene né ai socialisti, né ai liberali – addirittura espulsi dal Parlamento dopo la loro esperienza in coalizione – resta da capire come si orienterà Angela Merkel, probabile vincitrice il 24 settembre. Dipenderà naturalmente dai risultati degli altri candidati partner di coalizione e molto dal “progetto europeo” della Cancelliera. Su questo versante potrebbe trovare un’intesa più facile con i socialisti – che dovrebbero avere da soli i numeri per consentire alla Merkel una maggioranza in Parlamento – che non con i liberali, senza contare che a questi ultimi si dovrebbero probabilmente aggregare anche i Verdi.

Tutto questo per dire che tutti gli interrogativi si sposteranno all’indomani delle elezioni, per una maggioranza difficile e faticosa da costruire, con il rischio di tempi lunghi di attesa prima di conoscere le prospettive per il futuro dell’Unione Europea.

Senza troppe illusioni e senza troppa fretta, andrà bene se l’auspicato regalo di un rilancio dell’Unione  Europea da parte della Germania lo troveremo sotto l’albero di Natale. Con tanti auguri all’Europa e all’Italia, che sarà allora alla vigilia delle sue elezioni politiche.

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