Meno tasse, la scommessa di Renzi

L'annuncio del premier: un intervento frutto di analisi approfondite, ma restano i dubbi sulla copertura economica

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Meno tasse, la scommessa di Renzi

Nell’intervista di pochi giorni fa al Tg2 il premier Renzi ha voluto decisamente smentire quanti da tempo lo accusano di non incidere concretamente sulla crescita mediante provvedimenti capaci di andare oltre le buone promesse. In realtà, anche in questo caso, di azioni effettive non se ne sono viste, né poteva essere altrimenti, ma la decisione con la quale l’intervento sulla finanza è stato enunciato induce a pensare che sia frutto di analisi approfondite sì da essere ben fondato; al tempo stesso è indice di indubbia serietà, stante la certezza che un eventuale insuccesso segnerebbe la fine della sua esperienza di governo se non della sua immagine di politico.

Accanto alla soddisfazione di molti al pensiero che taluni odiati balzelli (in particolare quello sulla prima casa) siano destinati a sparire, si fanno strada non pochi interrogativi riguardanti gli effetti che ne derivano a livello di finanza pubblica; ci si domanda cioè come saldare il fabbisogno finanziario di un’amministrazione pubblica che oggi stenta ad assicurare il benessere desiderabile per un Paese civile, con il mancato apporto di una fiscalità che, per quanto pesante, permette tuttavia di stare in piedi.

Stime di primo momento indicano infatti in una cinquantina di miliardi l’entità della somma da reperire tra il 2015 e il 2018 per non guastare il wellfare esistente, rispettando al tempo stesso le clausole di stabilità connesse alla possibilità di rimanere in Europa. Una cifra che supera l’entità di gravi manovre già sperimentate in passato.

In proposito vengono subito alla mente interventi più volte indicati quali vie per fornire questo tipo di risposta: la lotta all’evasione e all’elusione fiscale e la spending review, ovvero il taglio agli sprechi nelle varie fattispecie e, in particolare, nella pubblica amministrazione. Azioni doverose ed eticamente giuste e desiderabili, ma non di meno difficili ad attuarsi con pieno successo e in tempo utile. 

leggi l'articolo completo su «il nostro tempo» di domenica 26 luglio

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