Il sacro parla di felicità

L’economia al cuore della XXII edizione del festival torinese Isao

Parole chiave: isao (1), economia (61), fraternità (9), sociale (22), festival (13)
Il sacro parla di felicità

«Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?». Queste le parole che, il 23 aprile del 1955, Adriano Olivetti rivolgeva ai lavoratori del nuovo stabilimento di Pozzuoli.

A 60 anni di distanza e dal fondo – si spera – di una crisi da cui risaliamo con fatica, queste sollecitazioni meritano di essere portate nuovamente al centro del dibattito. Le ultime vicende mondiali rivelano che la crisi non è di natura tecnica ma di senso. Linguaggi e modi con cui riprendere le provocazioni olivettiane devono quindi passare non solo attraverso libri e convegni, ma anche attraverso l’arte, che da sempre ha il potere di interrogare l’umanità sul senso del suo essere e del suo agire.

Per questo la XXII° edizione di Isao, il festival torinese che si occupa di indagare il sacro attraverso l’ordinario, sotto la direzione artistica di Giordano V. Amato dell’associazione Il Mutamento Zona Castalia, quest’anno pone al centro e come novità la sezione «Percorsi tra economia e felicità», a cura dell’associazione Pop Economix.

Impresa, lavoro, finanza, usura, avarizia, sono alcune delle tematiche che si affronteranno avendo come orizzonte, appunto la felicità. Il sottotitolo dell’edizione del festival di quest’anno, «alla ricerca della felicità», vuole essere una pista, o meglio un ponte che tiene insieme il sacro con l’ordinario anche nelle questioni economiche, anzi, a partire dalle questioni economiche.

Felicità che è sicuramente personale, di ciascuno, ma che per essere piena non può che essere condivisa e quindi pubblica. E proprio la «felicità pubblica» è una delle espressioni che meglio caratterizza l’economia civile, lo sguardo con cui abbiamo scelto di parlare delle vicende economiche e quindi umane. Uno sguardo che contempla la relazione, i corpi e i sentimenti accanto e nel mercato, nei contratti e nelle imprese, per cercare, come si legge nell’enciclica Laudato sì, «altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia».

La consulenza scientifica della sezione è curata dalla Scuola di Economia Civile, grazie alla collaborazione con Silvia Vacca, la presidente, e al coinvolgimento di economisti e studiosi come Stefano Zamagni, che apre la sezione, il 29 settembre, e Luigino Bruni.

Tre sono gli aspetti che caratterizzano «Percorsi tra economia e felicità». Il primo è la scelta dei luoghi. Per la prima volta Isao Festival esce dal perimetro torinese e si apre al territorio di Ivrea, città di Adriano Olivetti come pure della piattaforma open-source Arduino, città candidata a essere riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità come Città industriale del XX secolo. A Torino, accanto ai numerosi eventi proposti in zona centrale, si è scelto di privilegiare la periferia proponendo un tour in bici nelle «barriere» di Torino Nord dove incontrare progetti e iniziative un’economia più attenta all’uomo.

Il secondo è l’interdisciplinarietà. Il paradigma dell’economia civile, infatti prevede l’intersezione tra la sfera politica (che si occupa dei fini), quella economica (che si occupa dei mezzi) e quella etica (che si occupa dei valori). Per questo i temi proposti all’interno della sezione sono declinati in ottica interdisciplinare facendo dialogare sul palco l’economia con la filosofia, l’arte, la teologia, la storia, la sociologia e la psicologia. Per questo, per fare solo un esempio, abbiamo coinvolto Luciano Manicardi, monaco e bibilista e Alberto Peretti, filosofo, a fianco della sociologa Chiara Saraceno per parlare di lavoro.

L’ultimo aspetto caratterizzante è la compresenza di linguaggi e forme differenti degli eventi proposti, per parlare di economia a un pubblico vasto ed eterogeneo in un modo accessibile a tutti, perché tutti possano fare scelte responsabili. Oltre agli spettacoli e alle conferenze, ci sono i reading dove sperimentiamo l’accostamento di alcuni versi dell’Inferno dantesco con alcuni testi sacri o spirituali, come la Bibbia, gli scritti dei Padri del deserto, il Corano e ancora gli scritti di Gandhi.. Infine ci sono i laboratori nelle scuole.  L’obiettivo resta lo stesso: che un’occasione di festa e di pensiero apra prospettive e strade nuove alla partecipazione e all’impegno per un’economia felice, perché più umana.

* Percorsi tra economia e felicità - ISAO Festival e presidente di Pop Economix

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