Aiuti ai nuovi assunti, ma resta il rebus pensioni

Le linee del governo sul fronte occupazionale e i dati sulla ripresa: ne parla l'ex sottosegretario al Lavoro Carlo Dell'Aringa

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lavoro, pensioni, riforma

«Una consistente crescita dell'occupazione si ottiene solo se aumenta la produzione. Attualmente qualcosa si muove, poiché nel 2015 il Pil è cresciuto dell'0,8 per cento, una ripresa dopo anni di stagnazione». A parlare è l'economista Carlo Dell’Aringa, deputato Pd ed ex sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali nel governo Letta, che evidenzia come «le misure legislative possano agevolare la crescita, ma non determinarla. Importante è avere una certa intensità occupazionale, ovvero una ripresa che accresce i posti di lavoro stabile».

I dati dicono che aumentano gli occupati ma, nel contempo, si accresce anche la disoccupazione. Cosa succede?

Normalmente una crescita occupazionale si traduce in un calo della disoccupazione, ma può anche prodursi il caso opposto. Il fatto è che quando l'economia comincia ad andare meglio, ed è il caso italiano, le persone che prima, quando si era in piena recessione, si dichiaravano inattive e nemmeno più cercavano lavoro, iniziano a fare qualche domanda di assunzione. Vanno quindi ad ingrossare le fila dei disoccupati che, tecnicamente, sono coloro che ricercano un lavoro, in contrapposizione alla totale inattività che caratterizza i cosiddetti Neet, coloro che né studiano né lavorano. E’ chiaro che il fenomeno “più occupati, più disoccupazione” vale solo nel breve periodo, perchè poi nel medio termine se vi è crescita economica la maggior occupazione assorbe la forza lavoro. In ogni caso, quando si parla di lavoro, l'osservazione va fatta sull’andamento occupazionale e non su altri dati.

Voucher: c’erano molti abusi, cosa è stato fatto?

Di fronte a situazioni di diffusa irregolarità è stata scelta una soluzione di buon senso, prevedendo la tracciatura dell’assunzione. Prima di impegnare il lavoratore nell’attività, si deve fare una comunicazione all'Inps. L'occupazione della persona viene preceduta dall’obbligo, a carico del datore di lavoro, di fornire un preavviso all’ente di previdenza. Il voucher viene attivato prima dell'effettivo utilizzo.

Il voucher è anche causa di precarietà lavorativa...

Accanto ai casi di irregolarità vi è poi un problema di precarietà che, pur di decisiva importanza, rappresenta però un’altra questione. Qui siamo cioè in una condizione legale, in quanto il voucher viene formalmente utilizzato secondo le regole che le sono proprie, ma in pratica diviene un modo surrettizio per sostituire il normale lavoro subordinato. Un fenomeno che va colpito. Detto questo, è comunque meglio il voucher che il lavoro “nero”. Di certo occorre intensificare le ispezioni, investendo maggiori risorse nei controlli pubblici. Per questo è stata creata un'apposita Agenzia che accorpa le funzioni svolte dall'ispettorato del Lavoro e dall'Inps, con forti economie di scala.

L'articolo completo sul Nostro Tempo di domenica 10 Luglio 2016

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